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Vela al femminile: Dalla filibusta al charter
La velista Laura Zolo, al timone con il suo bambino La velista Laura Zolo, al timone con il suo bambino

Roberta Di Vaio, skipper napoletana titolare di un'agenzia di charter Roberta Di Vaio, skipper napoletana titolare di un'agenzia di charter

Vela al femminile
Dalla filibusta al charter

Donne skipper? Nel passato erano solo quelle dedite alla pirateria. Oggi è una professione, che vi raccontiamo attraverso cinque diverse storie

Per secoli la presenza di una donna a bordo - a meno che non fossero temibili pirati - è stata vista come segno di sventura. Una sorta di superstizione che si è trascinata fino a indurre, ancora ai nostri giorni, qualche stupido e anacronistico pregiudizio in una parte (piccola) della popolazione maschile dei velisti.
La realtà è che oggi sono tante le donne che amano e praticano la vela. Al punto che alcune di loro, sempre di più, l’hanno scelta come professione. Non stiamo parlando della campionesse, delle grandi navigatrici solitarie o delle donne da record. Ma di quelle professioniste che hanno fatto della vela, oltre che la loro passione, la loro fonte di reddito. Come si vive, come si realizza questo sogno, con quali difficoltà e quali soddisfazioni, ce lo hanno raccontato le protagoniste di cinque storie diverse.

di Ilaria Bortone


01/11/08
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