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Capo di Buona Speranza: Il più bello del mondo
Il primo a doppiare Buona Speranza fu Bartolomeu Dias Il primo a doppiare Buona Speranza fu Bartolomeu Dias

L'Africa australe secondo Vischer (1701) L'Africa australe secondo Vischer (1701)

Capo di Buona Speranza
Il più bello del mondo

La storia dei molti tentativi reali o immaginari per doppiare la punta meridionale dell'africa a 520 anni dalla scoperta di Bartolomeu Dias

Si perde nella notte dei tempi la storia dei tentativi fatti dall’uomo per scoprire la punta meridionale dell’Africa. Non si hanno notizie certe prima degli Egizi, ed anche allora, e per molto tempo dopo, quello che accadde è frutto di congettura. È però straordinario che in epoche in cui la conoscenza del globo terraqueo era frammentaria già si postulasse con certezza la possibilità di circumnavigare l’Africa.
Nel 610 a. C. il faraone Necho decise di mettere in contatto le sue navi greche di stanza nel Mediterraneo con quelle del Mar Rosso e scelse una via lunga, ma poco costosa: la circumnavigazione dell’Africa. Mandò dei Fenici dal Mar Rosso con il compito di navigare verso Sud, doppiare il continente, risalirlo, passare attraverso le Colonne d’Ercole e tornare in Egitto. I Fenici si diressero a Sud, ricomparendo tre anni dopo attraverso le Colonne d’Ercole. E, come riporta Erodoto (che però dichiara di non crederci), “navigando intorno alla Libia avevano il sole sulla loro destra”.
Nei duemila anni successivi si hanno ben poche notizie relative all’Africa Australe. Intorno al 530 a.C. Annone il Cartaginese fece vela per l’Africa al comando di un’ampia flotta. Arrivò in Senegal, doppiò il Capo Verde e si spinse fino alla Sierra Leone, per poi tornare indietro, portando con sé un paio di “selvaggi coperti di peli”. Notizie poco sicure affermano che numerosi cittadini di Càdice si sarebbero recati in Italia nel II secolo a.C. doppiando l’Africa.

di Franco Maria Messina


20/01/09
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