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Sardegna: Il futuro de La Maddalena
La Maddalena cambia vita: da base militare a polo per la nautica La Maddalena cambia vita: da base militare a polo per la nautica

Sardegna
Il futuro de La Maddalena

Non più area militare, l'arcipelago sardo cambia veste e identità. E in mano ai civili sogna il turismo nautico

Potrebbe cominciare una nuova era per l’Arcipelago della Maddalena, un nuovo corso all’insegna del turismo nautico. A creare l’occasione propizia per questa metamorfosi è una congiuntura a dir poco favorevole: dal dicembre 2007, infatti, hanno preso il via il tanto atteso smantellamento delle basi Nato e la riduzione della presenza della marina militare italiana sul territorio. Non solo, nel 2009 quest’angolo di Sardegna sarà teatro del summit dei grandi della Terra, il G8, un buon motivo perché venga messa in moto la macchina dei finanziamenti pubblici destinati in prima istanza ad allestire l’evento, ma che lasceranno un chiaro segno positivo per le prospettive dell’economia locale. E allora si parla di 170 milioni di euro che portano l’etichetta di “riqualificazione” e che provengono in parte dal governo centrale e in parte dalla Regione.
A cosa serviranno questi soldi? Le linee guida sembrano essere “riconversione” dell’eredità lasciata dai marines e “opere nuove di zecca”, tutte orientate al diporto e allo sviluppo della ricettività turistica, con particolare attenzione ai maxi-yacht e all’indotto che creano in condizioni di transito e, ancor più, di permanenza.
Dei dettagli del piano, ma soprattutto del futuro dell’arcipelago, si è parlato lo scorso maggio al convegno Sea and Sardinia, organizzato dalla società di servizi nautici Sardinia Yacht Service e patrocinato dal Comune di La Maddalena, dalla facoltà di Economia dell’università di Sassari e da Unioncamere Sardegna. Waterfront e portualità, le parole chiave di tre interventi che con un budget di 17 milioni di euro mirano a realizzare quasi seicento posti barca per unità dai 7 ai 60 metri.
L’unificazione dei porti di Cala Gavetta e Cala Mangiavolpe farà spazio a 7 barche da 50 metri, a 6 da 24 metri, 8 da 21 metri, 52 da 19 metri, 72 da 15 metri e a 252 di lunghezza compresa tra i 7 e i 13 metri.
Un’altra struttura, quella prevista a Balbiano, consentirà l’ormeggio, in tre lotti distinti, a 105 imbarcazioni di dimensioni tra i 15 e i 21 metri. A Cala Renella, invece, attraccheranno i battelli per il trasporto passeggeri da e verso La Maddalena, ma ci saranno anche 65 ormeggi per barche da diporto tra i 18 e i 60 metri di lunghezza.
Anche il waterfront maddalenino sarà oggetto di un restyling che, con una passeggiata lungomare e due parcheggi sotterranei per circa 600 posti auto, restituirà ai pedoni l’area finora occupata dalle automobili in sosta. Strutture e spazi per il verde pubblico, inoltre, sono in progetto su un’area di settemila metri quadri a duecento metri da Cala Gavetta.
Per quanto riguarda le strutture militari dimesse (ex Arsenale, ex ospedale, Caserma Faravelli e Caserma Sauro), saranno dapprima modificate per far fronte al G8 e, successivamente, convertite in polo nautico.
Le premesse sono buone e i tempi di realizzazione sembrano ragionevoli. Da qui a cinque anni i tratti della nuova identità dell’arcipelago sardo dovrebbero essere riconoscibili: un patrimonio naturalistico finalmente godibile grazie a un completo sistema di servizi per il turismo nautico. Staremo a vedere.

di Chiara Cossu


01/03/09
   
 

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