martedì 9 giugno 2026
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Delamotte a un passo dalla vittoria

Il velista francese su Initiatives-Novedia vede sempre più vicino il traguardo di Progreso. Notevole il vantaggio nei confronti di Telecom Italia che lotta contro Cheminèes Poujoulat e le difficili condizioni di bordo

Nonostante i tanti problemi tecnici, Soldini difende la seconda posizione
Nonostante i tanti problemi tecnici, Soldini difende la seconda posizione
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Progreso – Volge alle battute conclusive la Solidaire du Chocolat, regata di 5.000 miglia dalla Francia al Messico riservata ai Class 40. I primi della flotta, infatti, stanno navigando lungo la costa meridionale di Cuba, in procinto di entrare nel Golfo dei Caraibi e toccare il traguardo di Progreso, in Messico.
Al comando della competizione permane Initiatives-Novedia di Tanguy Delamotte, sempre più lanciata verso la vittoria finale. Se non ci saranno problemi tecnici dell’ultima ora, la barca francese non avrà troppi problemi nel concludere la regata al primo posto. Quando le mancano, infatti, circa cinquecento miglia per raggiungere l’approdo messicano, il suo vantaggio nei confronti dei principali inseguitori è superiore alle centodieci miglia.
Più incerto ed emozionante è il duello per la seconda piazza che vede protagonisti Telecom Italia di Giovanni Soldini e Cheminèes Poujoulat di Bruno Jourden. Nelle ultime quarantotto ore è stato un vero e proprio match race, anche se ora la barca italiana sembra essere riuscita a compiere l’allungo decisivo, tanto che il vantaggio nei confronti del diretto avversario è salito a sette miglia. Le condizioni a bordo dello scafo azzurro sono tuttavia molto difficili. “Ieri abbiamo fatto un lungo bordo verso sud-ovest – ha detto Soldini – che ci è servito per posizionarci bene a ovest nel passaggio tra la Giamaica e Cuba. Le posizioni di oggi confermano che abbiamo avuto una buona idea. Chemineès Poujoulat si trova più a est con meno vento. La regata, però, è ancora lunga e la stanchezza si fa sentire. Per di più il vento calerà parecchio ed è molto difficile come prevedere come si muoveranno le bolle senza aria. Intanto, c’è successo un altro guaio a bordo. Abbiamo rotto lo spi che si è incaramellato ed è caduto in acqua. Per fortuna siamo riusciti a tirarlo su e abbiamo rattoppato lo strappo”.
Dopo ventitre giorni in mare, le difficoltà per Soldini e D’Alì non sono tuttavia soltanto di natura tecnica. “Abbiamo un problema ai regolatori dei pannelli solari – continua Giovanni – e quindi c’è poca energia a bordo che ci impedisce di accendere il desalinizzatore per ottenere l’acqua potabile, che comincia a scarseggiare. L’altro giorno durante un temporalone siamo riusciti a raccoglierne una trentina di litri che ci permettono di stare ancora un po’ tranquilli. Ma con questo caldo beviamo molto, e anche il cibo non ci dà grandi soddisfazioni. Sono rimasti solo riso, pasta e qualche cipolla”.

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