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Day 7 - Gutek e Sansó in testa d'albero
NewsRegate/11/Jérémie_Beyou.jpg Jérémie Beyou al timone di Maitre CoQ
Vendée Globe 2012-2013
Day 7 - Gutek e Sansó in testa d'albero

Gutek in mezzo all'oceano, Sansó nascosto a Tenerife, effetuano le riparazioni in testa d'albero

Day 7 – Capo Verde – Jérémie Beyou ieri sera ha rilevato dei problemi sul funzionamento della chiglia basculante di Maître CoQ. Lo skipper si sta dirigendo verso le isole di Capo Verde, per trovare una baia riparata dove andare a controllare cosa sta accadendo sotto la sua barca. Jérémie ha avvisato il suo team a terra ieri sera poco prima di mezzanotte quando si trovava a circa 70 miglia da Capo Verde.

Sansó è riuscito a salire sul suo albero di 100 piedi di altezza e ci ha regalato una piccola nota sull’impresa:"Ogni metro che facevo verso l’alto mi sentivo come un sacco di patate sballottolato da una parte all’altra. Quando sono arrivato in testa d’albero, 30 metri sopra la coperta della barca, devo ammettere, è stato uno spettacolo straordinario. Ho trovato un modo per non farmi sballottare e questo mi ha aiutato molto perché, una volta lassù, ero esausto. Sono riuscito a mettere a posto la drizza che si era rotta venerdì e che mi aveva obbligato a fare molte miglia con il solo fiocco.”

Javier Sansó, finito il lavoro in testa d’albero ha dovuto affrontare un altro problema, l’assoluta mancanza di vento che ha ritardato la sua partenza di altre due ore.

Gutek – Lo skipper polacco di Energa, che da giorni ha diversi guasti negli apparati elettronici, ora ha un problema in più: come conseguenza al malfunzionamento dei due piloti automatici che ha a bordo, gli si è incaramellato un gennaker intorno allo strallo e sembra che non ci sia modo di tirarlo via.


“Ieri pomeriggio ho messo a riva un grande gennaker nel tentativo di evitare una zona di venti molto deboli che mi stava raggiungendo - dice Gutek. - Non volevo continuare a perdere miglia sul gruppo di testa. Gli autopiloti non funzionano bene e non ero in grado di gestire una vela così grande, quindi mi sono messo al timone e sono andato avanti sin che ho potuto. Alle due della mattina ho deciso di ammainare la vela per riposarmi un po’. Ho acceso il pilota sperando che riuscisse a tenere la rotta per quei pochi secondi che mi servivano per la manovra, ma dopo due secondi la barca ha fatto una virata cinese (quando la barca non tiene il vento e la vela si incaramella sbattendo in diverse direzioni in alto e in basso e rimanendo gonfia al centro) e così ora ho un problema a prua. L’unica cosa che posso fare – continua Gutek – è salire sull’albero e tagliare tutto, ma è pericoloso perché qualsiasi parte dell’attrezzatura che lascio andare al vento potrebbe causare danni all’albero.”

Gutek non si perde d'animo e non manca di apprezzare l'aspetto positivo della situazione: “Quando stavo timonando a mano era incredibile. Energa andava così veloce. Con facilità ho toccato i 17, poi i 20 e infine i 22 nodi di velocità, è stato meraviglioso. La barca è bella e veloce e io l’amo”, ha concluso Gutek.

Alessandro di Benedetto – Questa mattina (domenica), approfittando dello stop di Gutek che sta cercando di liberare lo strallo dal gennaker che ci si è avvolto intorno, Alessandro Di Benedetto ha lasciato l’ultimo posto della classifica per salire al penultimo. Il navigatore italo francese rimane ottimista.

In testa alla regata - Armel Le Cléac’h è sempre in prima posizione e ha guadagnato un po’ di acqua durante la notte, ora è a circa 52 miglia davanti a Gabart che è risalito dal terzo al secondo posto. Il gruppetto di testa ormai si è staccato dal resto della flotta che, come previsto, si è sparsa su di un vasto tratto di mare. Nel gruppetto ci sono Armel Le Cléac’h in testa, Gabart, Stamm e Dick con 50/60 miglia di distacco e Thomson e Riou con una novantina di miglia.

Al momento chi si trova più a nord sta usufruendo di venti più forti, mentre chi è più a sud, li ha leggermente più leggeri e procede meno velocemente. Il gruppo, che ormai ha passato le isole di Capo Verde, punta dritto verso l’area di convergenza intertropicale (la zona vicina all’equatore dove gli Alisei s’incontrano con le masse d’aria che provengono da sud determinando una zona di venti scarsi e forte instabilità).

Classifica ore 04:00 UTC day 7
1 Armel Le Cléac’h (Banque Populaire), 21,769.8 miles to the finish
2 François Gabart (Macif), +62.6 miles to leader
3 Jean-Pierre Dick (Virbac Paprec 3) +75.2 miles to leader
4 Berrnard Stamm (Cheminées Poujoulat), SUI +77.4 miles to leader
5 Vincent Riou (PRB), +104.3 miles to leader


18/nov/2012

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