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Venezia senza pace: San Marco rischia il disastro
News/07/venezia.jpg La Costa Deliziosa, furoi controllo, dirige verso San Marco
Grandi navi a Venezia
Venezia senza pace: San Marco rischia il disastro

L’inefficienza della politica, sta mettendo a rischio la città lagunare

Venezia – Quando qualche settimana fa la nave Opera della compagnia di navigazione MSC, si schiantò contro una banchina (il molo 9), a poche centinaia di metri da San Marco ferendo 4 persone, tutti si misero una grande paura e subito il nostro ministro degli interni Matteo Salvini annunciò su tutti i media che era ora di farla finita con le grandi navi a Venezia e lui non avrebbe più permesso tale scempio. Il ministro Danilo Tonninelli, usò toni meno arroganti, ma disse le stesse cose.

Oggi, a distanza di meno di un mese da quei proclami, un’ altra grande nave, questa volta della Costa Crociera, la stessa della Concordia del comandante Schettino, ha rischiato di schiantarsi direttamente contro la palafitta di legno che sorregge piazza San Marco, cosa che se fosse avvenuta avrebbe avuto conseguenze drammatiche.

Quando la nave, ormai fuori controllo, nonostante i diversi rimorchiatori che la circondavano, è stata costretta ad azionare la sirena dell’emergenza che ha inondato del suono della tragedia l’intero centro di Venezia avvolto in una fitta foschia data dal cattivo tempo, molti si sono fatti prendere dal panico. Dai traghetti che rischiavano di rimanere schiacciati dalla nave qualcuno ha tentato di gettarsi in mare. Molti turisti, sulla piazza, si sono dati alla fuga.

Poi, fortunatamente, qualche comandante di rimorchiatore particolarmente esperto ha fatto la manovra giusta e ha rimesso in carreggiata l mostro d’acciaio e San Marco si è salvata.

Per quanto tempo, la città più bella del mondo sarà salva non si sa. Un anno, un mese, un giorno? Andando avanti così, sicuramente Venezia non avrà davanti a se altri secoli di storia e noi siamo destinati a perdere uno dei nostri patrimoni di maggior valore.

Di chi la colpa? La colpa, è, chiaramente di chi non decide, di chi passa da un proclama da piazza a un altro, senza però far nulla veramente. La colpa è dei politici locali che mettono i propri interessi davanti alla salvaguardia di un patrimonio che non è più italiano, ma del mondo. La colpa è della Magistratura che non fa nulla per mettere un limite al rischio che un bene della nazione di inestimabile valore sta vivendo, senza poi contare il pericolo per le persone. Infine la colpa è nostra, di tutti noi, che da troppo tempo tacciamo lasciando che persone senza scrupoli quotidianamente mettano a repentaglio una delle cose più preziose che possediamo.



08/lug/2019

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