Il carcere e l'abbazia svettano sul costone di Terra Murata
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Il bordo di Corricella
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Procida
L'isola che ha fatto innamorare artisti e marinai
La più piccola delle Flegree resiste al passare degli anni difendendo le proprie radici. Viaggio nella terra che ha fatto innamorare astisti e marinai di tutto il mondo
Si racconta che le viscere di Procida siano scosse dal corpo imprigionato del gigante Mimante scaraventato da Giove sulla terra e sepolto al centro dell'isola. Da allora, a ogni sua mossa la terra verrebbe scossa da terribili terremoti ed eruzioni laviche. In realtà il mito svela l'antica origine di Procida, situata al centro del Golfo di Napoli e legata geologicamente ai Campi Flegrei, le "ardenti" terre campane interessate da millenari fenomeni vulcanici. Il suo paesaggio conserva nella conformazione di insenature e baie le tracce dei vecchi crateri, le coste sono molto frastagliate e il mare pescoso. Ovunque si sente il profumo intenso dei grandi limoni e delle piante aromatiche.
Ma soprattutto Procida è l'isola che mantiene intatto nei decenni il proprio carattere, immune dalle tentazioni più modaiole delle vicine Capri e Ischia, più propensa a difendere le sue radici e la sua fisionomia. Pensare a quest'isola come punto di partenza per una crociera verso le altre isole flegree o le vicinie pontine, a volte diventa inevitabilmente motivo di conflitto interiore. Perchè quando la si lascia per fare qualche miglio di mare, la voglia di tornare a terra, di viverla anche nei suoi vicoli e ristorantini, nel suo borgo antico di pescatori, o lungo le banchine del porto sembra crescere con l'aumentare della distanza. Ed è quindi un viaggio intorno ma soprattutto dentro Procida quello che vi proponiamo in queste pagine.
(Agosto 2009)
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