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Emozioni d'Oltreoceano

Jacques Vabre

Emozioni d'Oltreoceano

Giovanni Soldini racconta la sua avventura in Atlantico che lo ha portato a vincere la transoceanica. Grande l'aiuto di Pietro D'Alì

Bahia - “E' stata una regata bellissima e un grandissimo risultato. Tutto è andato nel migliore dei modi. Barca ed equipaggio hanno funzionato a meraviglia e con Pietro è stato un ottimo incontro”. A parlare è Giovanni Soldini, al risveglio nella terra brasiliana di Bahia, dopo la prima vera notte di sonno dall'inizio della Jacques Vabre perchè, durante la regata transoceanica, onde, temporali e calme equatoriali di tempo per dormire ne hanno lasciato davvero ben poco.
Il tono delle parole fa trapelare la gioia per aver realizzato una grandissima impresa, ma anche la consapevolezza, dal primo giorno di costruzione della barca, di poterla realizzare. Le frasi più convinte sono dedicate al suo compagno di viaggio, Pietro d'Alì, con cui è nata quella collaborazione eccezionale che ha permesso a “Telecom Italia” di veleggiare come nessun altro scafo. “Io e Pietro - dice Giovanni Soldini - ci siamo completati a vicenda: io con le mie esperienze oceaniche, lui con le straordinarie doti marinare. E' stato su tantissime barche e, per questo, ha una visione molto critica su come condurla. Il suo apporto è stato fondamentale, anche perchè abbiamo avuto pochissimo tempo per prepararci”. Importante è stata anche la sintonia che si è creata a bordo tra i due, capaci di non sbagliare una mossa, trovando addirittura soluzioni sorprendenti, come il passaggio nel canale di Ouessant, un tratto di mare insidiosissimo nel golfo di Biscaglia, che ha permesso a “Telecom Italia” di tornare al comando della flotta, dopo l'unico giorno non vissuto da protagonista. “Tutte le decisioni - ha continuato Soldini - le abbiamo prese insieme. Appena prima della regata abbiamo stabilito quali vele portarci a bordo, in mare invece abbiamo fatto molta attenzione alle traiettorie, tenendoci sempre vicini alla rotta diretta e senza buttare via miglia in più”.
L'ultimo pensiero di Giovanni è, come sua consuetudine, rivolto al futuro: suo e di “Telecom Italia”. “Adesso bisognerà mettere a posto la barca - ha concluso Giovanni - e prepararla per i prossimi impegni. Ho già una lista di cose da fare in vista della The Transat (regata in solitario da Plymouth a Boston)”.
27/nov/2007

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