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Le polemiche sulla virata di Joe Fly

Mondiale Farr 40

Le polemiche sulla virata di Joe Fly

Non si placa l'eco dell polemiche sulla vittoria nel campionato iridato di Mascalzone Latino. Sull'argomento ha scritto una lettera Giovanni Maspero, armatore della barca penalizzata

Roma - A una settimana dalla vittoria di “Mascalzone Latino” nel mondiale di classe Farr 40, non si è ancora spento l'eco delle polemiche seguente alla decisione arbitrale di squalificare “Joe Fly”, lo scafo di Giovanni Maspero, nella penultima e decisiva regata, decretando così la vittoria del team di Vincenzo Onorato.
Proprio l'armatore della barca penalizzata, negli scorsi giorni ha pubblicato una lettera, esponendo tutti i propri dubbi sulla decisione presa dai giudici. “E' noto a tutti - si legge nella nota di Giovanni Maspero - che Tom Ehman, presidente della giuria, lavora per il sindacato di Bmw Oracle, così come Richard Slater, anch'egli nel comitato di regata. Un altro giudice, Henry Menin, ha lavorato per Oracle nel 2000. D'altra parte, John Kostecki, tattico di Mascalzone Latino a Miami, che ha formalizzato e discusso la protesta contro Joe Fly, è alle dipendenze del sindacato statunitense, e tutti conoscono gli stretti rapporti esistenti tra Bmw Oracle e Mascalzone Latino”.
Il video della manovra incriminata (clicca qui), mostra come “Joe Fly” risponde a una virata di “Barking Mad”, costringendo la barca americana a un'orzata per evitare il contatto e innescando una reazione a catena che vede coinvolto anche “Mascalzone Latino” (dietro), il cui cambiamento di rotta appare più vistoso.
La questione da risolvere si incentra quindi sulla modifica di rotta effettuata da “Barking Mad”, che non sembra orzare oltre la bolina stretta, requisito necessario perchè si possa parlare di infrazione. Raggiunto al telefono, Francesco Bruni, tattico di “Joe Fly”, sottolinea come la manovra sotto esame sia in realtà l'effetto di una virata di “Barking Mad”, eseguita dopo aver recriminato alla barca di Maspero, in posizione di interno boa, un dubbioso diritto allo spazio necessario ad evitare l'ostacolo “Mascalzone Latino”, mure a dritta.
Un'ultima particolarità, che fa notare ancora Francesco Bruni, è come i cinque giudici, distanti non più di venti metri dalla scena, in un primo momento non abbiano - come avrebbero potuto e dovuto fare in caso di infrazione - alzato bandiera per infliggere a “Joe Fly” un 720 (due giri su se stessa) di penalizzazione da poter scontare in regata, per poi, in sede d'udienza di protesta, testimoniare a favore di Mascalzone Latino. La protesta, infatti, è stata presentata dal team di Vincenzo Onorato e non da “Barking Mad”, lo scafo danneggiato - se di danno si può parlare - dalla vicenda. Terry Hutchinson, armatore dello scafo a stelle e strisce ha tuttavia ritenuto legittima l'azione di Vincenzo Onorato, ammettendo di non averla intrapresa egli stesso, per non alimentare tensione in un momento così importante della competizione.
Tutte queste polemiche, ad ogni modo, non cambiano l'esito di un mondiale, meritatamente conquistato dall'equipaggio azzurro, così come riconosciuto dallo stesso Giovanni Maspero. “La vittoria, come è noto - scrive l'armatore di Joe Fly - è andata al team di Mascalzone Latino, per il terzo anno consecutivo; un primato unico, che dimostra le qualità di un gruppo di velisti”.
28/apr/2008

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