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Ucina e Legambiente, sollecito al ministero
News/02/CinqueTerre2_nd.jpg Le Cinque Terre, una delle 28 Amp italiane
Aree marine protette
Ucina e Legambiente, sollecito al ministero

Trascorsi due anni dalla firma del Protocollo per la nautica, Ucina e Legambiente si sono unite per sollecitare il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo a favorire l’affermazione del nuovo sistema di gestione

Roma – Nautica e Aree marine protette, il dibattito è sempre acceso. Trascorsi due anni dalla firma del Protocollo per la nautica, che ha regolamentato le forme di accesso per le unità da diporto nelle 28 Amp italiane, e constatato come al momento soltanto la riserva del Regno di Nettuno (Ischia e Procida) si sia allineata con le nuove direttive, Ucina e Legambiente si sono unite per sollecitare il ministro dell’Ambiente Stefania Prestigiacomo a favorire l’affermazione del nuovo sistema di gestione.
Nei prossimi mesi il Protocollo sarà adottato dalle Amp delle Cinque Terre, Capo Carbonara (Villasimius), Penisola del Sinis, Isole Ciclopi, Secche di Tor Paterno, mentre Portofino, Isola di Bergeggi e Isole Pelagie lo recepiranno solo parzialmente. Troppo poco, secondo le due associazioni che rappresentano nautica e salvaguardia ambientale, per considerare il progetto concluso con successo. “Il perdurare di differenti applicazioni dei regolamenti da parte delle Amp – ha detto Anton Francesco Albertoni, presidente di Ucina – implica una difficoltà da parte dell’utenza a conoscere le norme e rispettare le riserve stesse. Peraltro il diporto è in grado di generare valori economici significativi in termini di gestione, utilizzo e occupazione, creando un considerevole indotto turistico sul territorio, anche per quello protetto”.
Sulla stessa linea d’onda si è mostrato Sebastiano Venneri, vicepresidente di Legambiente. “In questi anni – ha dichiarato – abbiamo dimostrato che la nautica da diporto ben gestita può tranquillamente operare nelle Aree marine protette. C’è però un evidente ritardo normativo nel comparto e da tempo ne chiediamo l’adeguamento ai vari ministri che si sono succeduti negli ultimi anni. Lavoreremo ancora perchè la prossima stagione veda l’approvazione dei nuovi regolamenti nel maggior numero di aree protette, per il bene dell’ambiente e dell’industria italiana di qualità”.
12/feb/2009

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