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Cade da banchina, muore sul lavoro
News/06/PortoLivorno_3nhp.jpg Il porto di Livorno
Incidente a Livorno
Cade da banchina, muore sul lavoro

Tragedia nel porto toscano. L'operaio è caduto in acqua dalla banchina. Non sapeva nuotare e i vestiti pesanti lo hanno trascinato rapidamente sul fondo

Livorno – Tragedia a Livorno, dove ieri mattina un operaio di 49 anni, Dasonor Qalliaj, è morto nel cantiere Azimut-Benetti durante l'orario di lavoro. L'operaio, albanese ma con residenza a Genova, stava camminando lungo la banchina che divide il cantiere dal bacino galleggiante, quando è caduto in acqua. Non sapeva nuotare e gli abiti pesanti (tuta da lavoro e scarpe antinfortunistiche), uniti ai diversi utensili che aveva addosso, lo hanno trascinato in profondità. Inutile è stato il tentativo coraggioso di un collega, che si è tuffato per salvarlo. I soccorritori giunti sul posto non hanno potuto far altro che constatare il decesso dell'operaio, marito e padre di due figli.
Qalliaj lavorava per la società Amico di Sestri Levante, che aveva l'appalto all'interno del cantiere per alcuni lavori di sabbiatura sulle imbarcazioni. La Procura di Livorno ha aperto un'inchiesta sull'accaduto, sequestrando l'area dell'incidente. Oltre che per ragioni di prova, hanno fatto sapere gli inquirenti, il cantiere è stato interdetto da ogni attività anche per una situazione di sicurezza apparsa non idonea. I magistrati stanno indagando sui possibili reati di omicidio colposo e violazione delle norme di sicurezza, anche se al momento nessuna persona è stata iscritta nel registro degli indagati.
Il cantiere Azimut-Benetti, specializzato nella produzione di grandi barche a motore, ha voluto intanto chiarire la propria posizione sulla vicenda. “Le attività di manutenzione sulla motonave Rina Amoretti – si legge nel comunicato dell'azienda – erano state affidate dalla società armatrice a Gestione Bacini, che a sua volta in qualità di capo commessa, aveva appaltato ad aziende terze. I lavori erano in corso di svolgimento presso il bacino galleggiante Mediterraneo e sulla banchina 78, temporaneamente dati in uso da Azimut-Benetti a Gestione Bacini, come previsto dalle regole di uso e gestione del bacino galleggiante stabilite dall'Autorità Portuale e che sanciscono la possibilità di utilizzo dello stesso, anche da parte di soggetti terzi. Ogni aspetto inerente la sicurezza e la tutela della salute dei lavoratori in queste occasioni è di totale responsabilità dell'impresa capo commessa. Azimut-Benetti non aveva alcun ruolo nelle attività in corso”.
16/giu/2010

GC42LC

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