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Team Aleph e un sogno: la Coppa in Francia
NewsRegate/10/AlephSfida_1nhp.jpg Team Aleph alla ricerca di fondi per iscriversi alla Coppa
34ma America's Cup
Team Aleph e un sogno: la Coppa in Francia

Servono i soldi, ma la voglia e le speranze di lanciare una sfida che entri nella storia sono tante. Philippe Ligot, AD di Team Aleph, racconta a che punto è la sfida transalpina

Parigi – Team Aleph ci sarà oppure no? Sono ancora tanti i nodi da sciogliere intorno alla sfida francese per la prossima edizione di America's Cup. Come già dichiarato negli scorsi giorni da Philippe Ligot, amministratore delegato del progetto, le buone intenzioni sono tante ma a mancare è ancora il denaro. Il dirigente transalpino, in una lunga e bella intervista al portale ValenciaSailing.com, ha descritto nei dettagli lo stato dei lavori. Non volendosi sbilanciare sulla possibilità o meno di iscriversi alla competizione.
"Abbiamo iniziato a parlare di questo progetto – ha dichiarato – con la Federvela francese cinque mesi fa. Abbiamo presentato gli aspetti principali della nostra sfida, ovvero di unire il meglio della vela francese nel nostro sindacato. Il loro apporto è fondamentale, per accrescere la nostra visibilità e perchè molti dei migliori velisti transalpini sono strettamente legati alla Federvela”. Ligot ha anche escluso che la Ffv possa sostenere altre sfide. “All4One è un progetto – ha continuato – affidato a Jochen Schuemann, che è un grande velista ma pur sempre tedesco. E' vero che c'è una componente francese nel sindacato, ma l'impostazione che darà Schuemann al team sarà di chiara connotazione tedesca”.
Tornando a Team Aleph, Ligot ha indicato i prossimi step del progetto. “Penso – ha detto – che si possa creare una sfida interamente francese. E anche molto competitiva. Ci servono circa cinquanta milioni di euro. E in poco tempo. Abbiamo fissato la deadline a marzo. Se per quella data non raggiungeremo il 75 per cento della cifra necessaria, dovremo abbandonare il progetto. E' meglio non prendere parte a un evento, piuttosto che parteciparvi con un budget dimezzato o rimediato negli ultimi minuti. E' indiscutibile che servono soldi. I team che parteciperanno con una sola barca a mio avviso sono già tagliati fuori dai giochi per la vittoria”.
La Francia è una nazione dove la ricerca nel mondo dei catamarani è particolarmente sviluppata. “Vedremo con quale approccio – ha proseguito Ligot – intraprendere la sfida. Se puntare solo sui francesi o cercare qualche collaborazione all'estero. Noi abbiamo già contattato i più importanti velisti e progettisti transalpini nel campo dei multiscafi. Gli abbiamo proposto di sedersi intorno a un tavolo e discutere su come affrontare la questione. Il problema è che ogni grande progetto francese nel campo dei multiscafi (Hydroptere, Groupama, Banque Populaire) verte intorno a un grande ego. C'è poca capacità di mettersi tutti insieme a collaborare”.
La chiusura è per le prospettive e le speranze di Team Aleph. “Al momento abbiamo pensato a qualche soluzione – ha concluso – ma non posso rivelare i nomi di chi ha collaborato con noi perchè, dal momento che non abbiamo un budget definito, non abbiamo attivato rapporti lavorativi ufficiali. Un altro problema è dettato dal fatto che in Francia c'è una grande cultura della vela, ma non per la Coppa America, considerata una competizione per miliardari. Noi vogliamo dimostrare che non è così. E l'esempio di Emirates New Zealand, che con risorse limitate ha condotto campagne esemplari, è significativo. Con il budget necessario potremmo inventarci qualcosa di rivoluzionario. E non è detto che Bmw Oracle sia largamente favorito. Altrimenti non sarebbe Coppa America”.

19/ott/2010

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