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Collisione natante-motonave, una donna in coma
News/07/IncidenteBardolino2011_1nhp2.jpg Il natante in porto dopo il tremendo impatto con la motonave
Incidente sul Garda
Collisione natante-motonave, una donna in coma

L'impatto tremendo sabato sera. Dei tre feriti gravi a bordo della piccola barca a motore, uno ha poche speranze di sopravvivere. Il comandante della motonave ha già fornito la propria versione dei fatti

Bardolino – Tragedia sul Garda quando sabato sera, al largo di Bardolino, un natante a motore è entrato in collisione con una motonave. Pesante il bilancio dell'impatto, con le tre donne che erano a bordo della barca più piccola gravemente ferite. Per una di loro, in coma profondo, la situazione è disperata e, stando a quanto dichiarato dalla sorella al portale Arena.it, “anche se si salvasse sarebbe fortemente compromessa ogni sua attività celebrale”. Le altre due persone, ricoverate nel reparto di terapia intensiva dell'ospedale di Borgo Trento, sono in condizioni gravi ma stabili.
Ancora da accertare la dinamica dell'impatto. Secondo quanto riferito da Luigi Consolini, il comandante della motonave che ha subito lanciato la richiesta di soccorso, il motoscafo navigava con le luci di navigazione spente. “C'è chi naviga senza rendersi conto di quello che fa – ha dichiarato al portale Arena.it – ne ho visti tanti in questi anni. E se posso sono io a prevenire. Ma il motoscafo delle donne non l'ho visto. Credo non avesse le luci di navigazione accese. Noi andavamo da Lazise a Garda per sbarcare i clienti (quaranta turisti inglesi, ndr). Se il motoscafo fosse stato in navigazione avrebbe dovuto fermarsi perchè noi avevamo la precedenza. Quando un natante incrocia da sinistra si deve fermare. E se fosse stato fermo avrebbe dovuto comunque avere le luci accese. Al mio fianco, sulla motonave, c'era la guida che può testimoniare quello che dico. Non appena abbiamo sentito l'impatto ho subito cercato la barca. Ho agganciato il motoscafo e l'ho trainato a riva perchè temevo ci fosse una falla e che affondasse. In quel momento c'era buio e non mi sono preoccupato di cercare le persone, ho soltanto pensato che dovevo trainare il natante in porto il prima possibile. Poi ho saputo che avevamo investito le donne che conosco. E' un esperienza tremenda. In tanti anni di navigazione non mi era mai acccaduta una cosa del genere e ancora non riesco a capacitarmene”.
12/lug/2011

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