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I dissidenti del salone incontrano il Sindaco di Genova
News/05/FieraGenova.jpg La battaglia di Genova
La battaglia di Genova
I dissidenti del salone incontrano il Sindaco di Genova

E’ previsto per oggi pomeriggio l’incontro tra i dissidenti e Marco Doria, sindaco di Genova

Genova - Oggi è una giornata decisiva per le sorti del Salone Nautico di Genova. Questo pomeriggio il neo sindaco della città incontrerà i rappresentanti del Marina Genova Aeroporto e i dissidenti che si presenteranno al gran completo ma che parleranno attraverso una delegazione ristretta. Questi ultimi si aspettano delle proposte interessanti dal sindaco, proposte che possano convincerli a rientrare al Nautico. Sembra difficile però che il sindaco possa fare delle proposte in grado di superare l’ostacolo principale che tiene i dissidenti fuori dal salone, quello dei costi del Salone Nautico, costi che oggi non sono più proporzionati al ritorno economico che questo è in grado di generare.

Alla riunione non sarà presente l’Ucina che ci ha detto di non essere stata invitata su richiesta dei dissidenti stessi, cosa che pregiudica ancor di più la possibilità che dalla riunione si esca con qualcosa di definitivo.

Ora, i due contendenti, UCINA da una parte e dissidenti dall’altra, dovranno risolvere un problema per uno.

L’UCINA, per quanto abbia difficoltà a rendersene conto, si sta giocando il futuro del Salone Nautico. Se la vela dovesse uscire dal Salone questo diventerebbe un salone a metà. Non più il salone della Nautica, ma il salone delle barche a motore e questo inevitabilmente porterebbe all’abbandono di altre categorie di espositori degradando per sempre il Nautico a salone secondario nel panorama mondiale europeo con danni enormi per tutto il settore e in particolare per gli associati dell’UCINA stessa. Per il Nautico sarebbe impossibile aspirare a tornare a coprire il posto di primo salone mondiale della nautica.

I dissidenti a loro volta devono scegliere: dentro o fuori. Se sceglieranno di stare fuori dal salone e rimanere a casa, pregiudicheranno seriamente una stagione che già non si annuncia tra le migliori e perderanno la possibilità di crearsi quel bacino di utenza che, una volta passata la crisi, rappresenterà la ripresa stessa, dall’altro lato, se rientreranno nel salone, quanto fatto sino ad ora sarà vanificato, almeno in parte. Tuttavia per i dissidenti, il problema è minore, visto che ormai hanno dimostrato una coesione che è la base sulla quale costruire una associazione di operatori in grado di creare un salone della vela per il prossimo anno.

28/giu/2012

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