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Affondamento della replica del Bounty: dubbi sul comandante
news/11/bounty_New_York.jpg Bounty a New York
Naufragi
Affondamento della replica del Bounty: dubbi sul comandante

In molti si chiedono perché il comandante del Bounty abbia portato la sua nave nel mezzo dell’uragano Sandy

Raleigh, North Caroline (USA) – In molti si chiedono perché il comandante della replica del Bounty, il veliero protagonista del famoso ammutinamento, Robin Walbridge, morto nel naufragio della sua nave il 29 ottobre scorso, abbia deciso di prendere il mare nonostante l’arrivo dell’uragano Sandy fosse sicuro e la sua forza già prevista?


La risposta in parte si trova sulla pagina di Facebook del veliero, dove Walbridge, che ormai si trovava in mezzo alla tempesta, ha scritto: “ Questo viaggio del Bounty è una decisione calcolata… non c’è mancanza di lungimiranza o irresponsabilità, come alcuni hanno suggerito. Una nave, quando c’è burrasca, è più sicura in mare che in porto”.

Probabilmente è questa convinzione che ha portato il comandante del Bounty a uscire in mare nonostante le pessime previsioni meteorologiche.

Walbridge era convinto di poter aggirare l’uragano, ma molti suoi colleghi hanno dichiarato che era una convinzione assurda, l’estensione e la potenza di Sandy era tale da non lasciare alcuna speranza di poterlo aggirare.


Dopo più di un giorno passato nella tempesta scatenata dall’uragano a 90 miglia a largo di Cape Hatteras, il Bounty ha cominciato a fare acqua al ritmo di 60 centimetri all’ora. Una quantità gestibile su di una nave da 60 metri modernamente attrezzata, nonostante fosse concepita come un veliero del 700.

L’ipotesi che circola tra gli inquirenti, che hanno aperto un’inchiesta sull’accaduto, è che a un certo punto i gruppi batteria siano stati raggiunti dall’acqua, la nave abbia quindi perso l’energia elettrica e questo avrebbe reso indisponibili le pompe. Di sicuro c’è che le pompe hanno smesso di funzionare e questo ha indotto il comandante a ordinare l’abbandono della nave.


Nel naufragio del Bounty è morto, oltre al comandante, uno dei marinai, Claudene Christian, una discendente dell’ufficiale Fletcher Christian, uno dei protagonisti dell’ammutinamento del Bounty, aveva 42 anni e si era imbarcata sulla nave a maggio.

Il comandante Walbridge, aveva 63 anni ed erano 17 anni che comandava la nave. La famiglia del comandante Robin Walbridge lo chiama eroe per aver voluto salvare il suo equipaggio prima della sua stessa vita, come in effetti il comandante ha fatto.

Se, però, l’inchiesta appurerà che Walbridge ha preso una decisione irresponsabile portando la nave in mare e andando a navigare verso la zona d’influenza di Sandy, invece di rimanere nella zona di Hallifax, dove la nave avrebbe potuto attendere il passaggio dell’uragano, passerà alla storia per aver ucciso se stesso, un membro del proprio equipaggio e perso la sua nave.


14/nov/2012

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