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Day 68 - Di Benedetto passa Capo Horn
NewsRegate/01/BenedettoCapoHorn_SVN.jpg Di Benedetto passa Capo Horn
Vendée Globe 2012-2013
Day 68 - Di Benedetto passa Capo Horn

Con il passaggio di Di Benedetto la Vendée Globe lascia il Pacifico

Day 68 - Ieri pomeriggio poco prima delle 17, quando da noi era ormai notte fonda, Alessandro Di Benedetto, è sfilato davanti a Capo Horn spinto da un robusto vento da ovest. Con Alessandro in Atlantico, la Vendée Globe lascia definitivamente il Pacifico.

Questa mattina il comunicato della Vendée Globe tornava a parlare di Alessandro come lo skipper franco – italiano, dopo averlo indicato per diverse settimane come lo skipper italiano, cosa che sottolinea la buona performance del navigatore che dovrebbe arrivare a finire la regata con poco più di venti giorni di ritardo rispetto al primo e in meno di 100 giorni.

Se le previsioni si dovessero realizzare, la prestazione di Alessandro sarebbe stata piuttosto buona, visto che avrebbe percorso il giro del mondo in meno tempo di quello che hanno fatto altri skipper con la stessa barca e anni dopo, quando per quanto manutenzionata e revisionata, la barca ha sempre diversi anni in più.

In testa alla regata – Le posizioni sono rimaste invariate nelle ultime 24 ore, almeno sino a questa notte, quando i problemi di comunicazione con la barca di Armel Le Cléac´h sono peggiorati e il suo segnale sulle mappe della Vendée Globe, si è fatto inaffidabile.

Armel comunque, al di là dei temporanei problemi ai sistemi di comunicazione che gli stanno impedendo di essere aggiornato costantemente sulla situazione meteo, sta pianificando le sua prossima strategia. Lo skipper di Banque Populaire, crede di poter provare a riprendere e superare Gabart quando saranno nell’area d’influenza dell’Anticiclone delle Azzorre. Sempre che Gabart sia d’accordo e non riesca a mettere in campo qualche contro misura per neutralizzare gli attacchi di Armel.

Di certo, per quanto Armel continui a dire che la strada da fare è ancora molta, la verità è che le miglia che separano i due da Les Sables d’Olonne sono poche, meno di 3.000, e ogni giorno che passa c’è sempre un margine di recupero minore e passati i Doldrums, la navigazione si farà più veloce. François Gabart, da parte sua, non sembra aver perso minimamente la concentrazione e continua a far correre la sua barca al massimo delle potenzialità offerte dalle condizioni meteo.

18/gen/2013

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