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Polemiche e proteste rovinano la Giraglia One
NewsRegate/07/Carlo-Podesta_p.jpg Carlo Podestà sul suo Elan 410
Giraglia One
Polemiche e proteste rovinano la Giraglia One

Carlo Podestà messo fuori dalla regata con una protesta, promette battaglia

Riva di Traiano - L’altro ieri si è conclusa, con l’arrivo dell’ultimo partecipante, Oscar Campagnola, la Roma Giraglia, che quest’anno è alla sua decima edizione. All’interno della Roma - Giraglia, la Giraglia One, riservata ai solitari.

Una regata interessante soprattutto per lo stress psicofisico al quale sono sottoposti i partecipanti che devono navigare in un tratto di mare particolarmente trafficato, dove dormire è un lusso che non ci si può permettere.

Purtroppo questa prima edizione della Giraglia One non è nata sotto i migliori auspici e sarà ricordata più per gli strascichi che per l’aspetto sportivo. Al centro delle molte discussioni che hanno seguito la regata, Carlo Podestà che è arrivato primo con 4 ore di vantaggio sul secondo a bordo di Phantomas, un Elan 410 di serie.

Carlo Podestà è lo stesso navigatore che è arrivato primo alla Roma per 1, corsa ad aprile, regata nella quale già c'erano state diverse polemiche un un sospetto di uso del motore di quetsi. Un ingegnere toscano che regata per suo piacere personale, non ha sponsor e non ha velleità di professionismo.

Dietro di lui gli stessi class 40 che gli sono arrivati dietro alla Roma x 1, Matteo Miceli, Mario Girelli e Sergio Frattaruolo seguiti dagli altri partecipanti.

I tre non accettano la vittoria di Podestà e insieme al Comet 45S Fral, che ha ritirato la protesta subito dopo, muovono un accusa infamante a Carlo Podestà, quella di aver usato il motore in regata.

Una di quelle accuse che possono chiudere la porta del mondo sportivo in faccia a chiunque ne sia tacciato. Usare il motore in regata è quanto di meno sportivo ci possa essere.

I protestanti si basano sul track-pad, che rileva il percorso fatto dalle barche.

La giuria si esprime e accetta la protesta. Carlo Podesta è fuori dalla classifica della Giraglia One e se non riuscirà a dimostrare di non aver mai acceso il motore durante la regata, sarà considerato un antisportivo e nessuno avrà piacere di averlo in regata.

Podestà è molto arrabbiato, è sicuro di non aver mai acceso il motore e di avere condotto una regata onesta. E’ convinto che i tre professionisti che lo hanno protestato non possano accettare di essere stati battuti per due volte da un Elan 410, una barca di serie. Ciò significherebbe avere problemi con gli sponsor, da qui, Podestà, sostiene che i tre hanno scelto la via più breve, eliminare il concorrente.

Noi non sappiano chi abbia ragione e crediamo che per come stanno le cose, non lo possa sapere nessuno.

Di seguito riportiamo la lettera che Podestà ha inviato a tutti i giornali nella quale, senza nascondere bene la rabbia, espone le sue ragioni. Seguita da un commento di Matteo Miceli.

Questo spazio rimane aperto agli altri concorrenti o alla giuria della regata, qual'ora ritengano necessario replicare.

Lettera di Carlo Podestà armatore dell’Elan 410 Phantomas

Ho fatto il massimo per navigare al meglio con 2 notti praticamente insonni e sono arrivato primo in reale con circa 4 ore sul secondo Matteo Miceli. Questa volta purtroppo non sono stati piombati gli invertitori, anche se ho chiesto più volte che ciò fosse fatto per evitare il ripetersi di illazioni diffamatorie fatte girare alla Roma x 1.
Ho anche chiesto che fossero esaminati i serbatoi del gasolio di tutte le barche per controllare che il consumo di carburante, ma anche questo non è stato possibile.

Dopo gli arrivi degli altri concorrenti, senza averne dato comunicazione per VHF, né a me né alla giuria entro o alla fine della regata, 4 barche mi hanno protestato. Una, il Comet 45s Fral ha ritirato la protesta. Altre 3 invece sono andate avanti, nonostante l’assenza di prove e testimoni validi, Eco 40 di Miceli, Patricia II di Mario Girelli e Extreme Sail Accademy di Frattaruolo, i 3 class 40'.

Per prima cosa ho chiesto che le proteste fossero discusse una alla volta, ma i giudici hanno voluto discutere come se fosse un'unica protesta, non hanno mai avuto l'autorevolezza di lasciarmi parlare senza le continue interruzioni e provocazioni, in particolare di Miceli, che era quello che teneva in mano i giudici.

Per quanto ho potuto ho descritto in modo dettagliato lo sviluppo delle regata, specialmente nelle parti contestate, poi i giudici hanno ricevuto un file da SGS Tracking ed hanno preso circa 2-3 ore di tempo per esternare il loro giudizio. In un primo momento mi hanno offerto di ritirarmi per non incorrere in sanzioni più gravi della squalifica, al mio rifiuto sono stato squalificato e con infrazione alla RRS 69 che comporterà sanzioni disciplinari.

Questo è avvenuto senza prove e senza aver potuto eventualmente contestare l'interpretazione tecnica del file SGS che funziona in questo modo: su una cartografia vengono riportate lat e long di ogni barca con un intervallo di tempo che varia tra i 15 e i 30 minuti, in questo modo i punti vengono uniti da una linea che forma la rotta, ma che non è reale perché ogni variazione di rotta e di velocità tra i punti non viene rilevata. Esempio: se faccio una virata di circa 90° in mezzo a 2 punti, sembra che la mia rotta sia variata anche di soli 50° o 60° quindi con angoli rispetto alla prua inverosimili. Inoltre le velocità istantanee sono sballate non solo in difetto, comprensibile dal tipo di rilevamento, ma spesso in eccesso fino a 15-16 nodi.

Purtroppo non mi è stato possibile spiegare queste mie obiezioni alla giuria perché come tentavo di parlare venivo interrotto dai protestanti e i giudici si limitavano a dire che avevano capito e bisognava andare avanti.
Il tracking è molto importante nelle regate lunghe perché permette di avere un grande pubblico e perché è di aiuto alla sicurezza ma, secondo me, non è attendibile per stabilire se nelle bonacce viene usato o meno il motore.
Andrò avanti con l'Appello alla FIV e verso la giustizia civile per diffamazione e danni morali.

Matteo Miceli


"Sono profondamente dispiaciuto di aver dovuto, insieme a Girelli e Frattaruolo, inoltrare la protesta contro Podestà, ma sono altresì convinto che quello che abbiamo asserito corrisponda a verità. La giuria ha analizzato e valutato tutte le informaizoni in suo possesso e ha preso una decisione delicata dopo aver riflettuto attentamente."


01/lug/2014

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