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Preparatevi a morire, ha detto la Guardia Costiera a Peter Halmos
Notizie/07/Legacy_p.jpg Il Legacy dopo il recupero
Naufragi
Preparatevi a morire, ha detto la Guardia Costiera a Peter Halmos

Il milionario americano Peter Halmos naufragato a Key West 8 anni fa, è riuscito a recuperare il suo 48 metri

Key West (USA) – Peter Halmos ricorderà sempre il consiglio che gli diede l’operatore della Guardia Costiera via radio, quando nel 2008 durante un uragano lanciò un mayday: “Scrivete sui vostri polsi il numero di previdenza sociale, in modo che potremo avvertire i vostri cari, quando vi ritroveremo.”

Il Legacy, il Perini Navi di 48 metri del milionario Peter Halmos, aveva già resistito all’uragano Katrina, il peggiore degli ultimi decenni. La sua ancora aveva tenuto e i venti superiori ai 200 chilometri orari non avevano potuto far nulla contro il superyacht.

Purtroppo la stessa cosa non è accaduta con l’uragano Wilma nel 2008 che ha colto il Legacy a Key West dove il suo armatore stava facendo delle ricerche per trovare il relitto di un’antica nave e recuperare il suo contenuto.

Il vento soffiava forte, ma il Legacy sembrava non curarsene. Era in una rada di Key West con due ancore in acqua e 100 metri di catena per ognuna di queste. Poi, però le ancore cedettero e la barca derivò sino ad andarsi a spiaggiare su di una secca.

Le onde erano alte oltre sette metri e dopo poco, con la barca immobilizzata nella sabbia, le onde che vi salivano sopra che spazzavano via ogni cosa e con il vento che soffiava a 200 chilometri orari venne giù l’albero. Non si poteva rimanere a bordo, bisognava scappare, ma dove. Il mare era infuriato, tra quei bassi fondali, le onde salivano altissime e frangevano, un tender non ce l’avrebbe mai fatta.

Peter Halmos fece lanciare il mayday alla capitaneria di porto. Il marinaio alla radio, disse loro che non era possibile fare un soccorso in quelle condizioni, gli elicotteri non potevano volare e le motovedette non potevano affrontare un uragano di quelle dimensioni.

La Guardia Costiera si limitò a dare un consiglio: “Scrivete sui vostri polsi il numero di previdenza sociale, in modo che potremo avvertire i vostri cari, quando vi ritroveremo”.

Non è difficile immaginare come gli uomini del Legacy si sentirono quando chiusero la radio. Non si potevano prendere decisioni sul da farsi, non c’era nulla da decidere. L’unica scelta era rimanere a bordo e sperare che la barca si spaccasse in cento parti sotto la furia degli elementi, il più tardi possibile.

Ma il Legacy, resistette. Passò decine di ore a prendere ondate gigantesche sul fianco senza poter ammortizzare nulla con il movimento, perché lo scafo era bloccato dalla sabbia, ma resistette. Quando l’uragano perse intensità e la Guardia Costiera arrivò in soccorso di Halmos e il suo equipaggio, la barca era saldamente incastrata nel banco di sabbia e apparve subito chiaro che tirarla fuori da lì non sarebbe stato semplice.

Peter Halmos, con una caparbietà che diventerà proverbiale, ci è riuscito solo ora, dopo 8 anni. Anni spesi in battaglie legali con le assicurazioni che non hanno voluto pagare il recupero e che lo hanno costretto a spendere milioni di dollari di tasca propria per riuscire a riavere il suo Legacy.

La barca è stata tirata fuori dal banco di sabbia e posidonia che lo aveva imprigionato e ora è fermo su di una banchina da dove non potrà muoversi sin quando le cause civili per il risarcimento non termineranno a meno che Halmos non accetti di perdere ogni diritto.

31/lug/2014

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