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Le autoscuole autorizzate fanno guerra agli skipper
Patente nautica
Le autoscuole autorizzate fanno guerra agli skipper

la CONFARCA e il controllo delle patenti nautiche a Milano

Milano - La CONFARCA (Confederazione autoscuole riunite e consulenti automobilistici), dichiara che a Milano e dintorni ci sarebbero almeno una decina di associazioni che tengono illegalmente corsi per la patente nautica e che queste fanno pubblicità sul web.

L’affermazione dell’associazione di categoria è basata su di una ricerca di mercato svolta dalla stessa associazione e che è stata presentata agli uffici della polizia municipale.

“La CONFARCA si è riunita ieri per chiedere alla Provincia collaborazione e controlli su queste vere e proprie attività abusive - ha spiegato il segretario nazionale della sezione Nautica di CONFARCA, Adolfo D'Angelo, - perché l'ente ha potere di sanzionare, chiudere e diffidare le scuole".

La CONFARCA sostiene che, con la complicità di alcune scuole nautiche della Liguria, le scuole abusive organizzano corsi senza autorizzazioni e pubblicizzano le proprie offerte sul web attraverso campagne di marketing online e coupon promozionali.

Il problema sollevato dalle autoscuole è più complesso di quanto dichiara il segretario di CONFARCA. Le autoscuole sono autorizzate a svolgere corsi per la patente nautica se rispondo ad alcuni requisiti, molti di questi sono detenuti anche da molte delle scuole descritte come abusive, quali la disponibilità delle imbarcazioni per le lezioni di pratica, il materiale nautico e insegnanti qualificati (la legge richiede o un titolo professionale, o, e questo è il caso più diffuso tra le autoscuole, una persona che abbia la patente nautica da 5 anni).

Dove le scuole abusive in molti casi differiscono da quelle autorizzate, sono i locali nei quali si tengono le lezioni. Questi devono avere una certa metratura e avere i servizi sanitari che rispondono a determinati requisiti.

In molti casi le scuole definite quali “abusive” dalla CONFARCA sono condotte da skipper che hanno anni di navigazione alle spalle e capacità non indifferenti nell’insegnare la materia, ma non dispongono dei locali previsti dalla nostra burocrazia per esercitare l’attività di scuola nautica.

Queste persone, per poter esercitare, si devono appoggiare a scuole nautiche che hanno l’autorizzazione provinciale che presentano agli esami gli allievi dietro una percentuale del prezzo d’iscrizione, le scuole della Liguria indicate dal segretario D’Angelo nelle sue dichiarazioni.

Quindi è corretto dire che queste sono scuole abusive, solleva qualche dubbio l’affermazione del segretario di CONFARCA che dice che gli allievi di queste scuole "finiscono nelle mani di persone che lavorano abusivamente, in situazioni poco sicure". Riteniamo che sia molto più pericoloso fare un corso presso una scuola che ha un insegnate che ha navigato tre mesi in totale in vita sua, non ha mai fatto una notturna o non ha mai visto 25 nodi di vento, nonostante abbia la patente da 5 anni, che seguire una lezione in un locale che è 5 metri quadri più piccolo di quello prescritto dall’ente preposto.

Quello che a noi, invece, solleva qualche dubbio, è il fatto che si possa affidare l’insegnamento di una materia tanto delicata come la navigazione da diporto, che autorizza una persona a portare in mare altre persone disponendo totalmente della loro sicurezza, a un’autoscuola, ovvero a una scuola che nasce e prospera per insegnare a guidare un’autovettura, mezzo che richiede delle conoscenze molto diverse da quelle necessarie per comandare una barca.

In altri paese con meno burocrazia e maggior senso pratico, come l’Inghilterra, l’abilità di un insegnante si misura in giorni di navigazione e con le situazioni che questo è in grado di affrontare. E’ la preparazione dell’insegnante che conta, questi potrà insegnare anche a bordo della propria imbarcazione, non ha bisogno di un’aula per spiegare con efficacia cosa fare in mare.

*****

Riceviamo da CONFARCA una richiesta di replica che concediamo volentieri. Di seguito il testo della lettera.

Roma, 28 gennaio 2015
Oggetto: Precisazioni
In riferimento all’articolo pubblicato da codesta testata dal titolo “Autoscuole autorizzate fanno guerra agli Skipper”, esercitando il nostro diritto di replica e con preghiera di pubblicazione, intendiamo chiarire quanto segue.
La disciplina delle scuole nautiche (non le autoscuole come da Voi genericamente scritto), è regolamentata dal DL 146/2008. Quest’ultimo all’art. 42 comma 2, delega alla vigilanza ed al controllo amministrativo le Amministrazioni Provinciali di competenza. IRegolamenti Provinciali dettano le regole sia amministrative che didattiche. Per cui, le scuole nautiche autorizzate, sono assoggettate ai seguenti obblighi:
1. Sede omologata relativamente ai profili igienico/sanitari, sicurezza e materiale didattico;
2. Capacità finanziaria a garanzia dell’utente;
3. Proprietà delle imbarcazioni motore e vela;
4. Titoli professionali dell’istruttore e dell’insegnante, ivi compresa la qualifica di esperto velista;
5. Adempimenti, quali IVA, INPS, IRPEF, studi di settore, oltre gli obblighi di legge regionali e comunali.

Chi non rispetta tali obblighi svolge attività abusiva di scuola nautica, punita con l’art. 348
CP ed elude qualsiasi obbligo amministrativo/fiscale. Gli “Skipper” da Voi citati, se sono così bravi come docenti (ed è tutto da dimostrare), possono cominciare a rispettare le regole senza aggirarle, come fanno, organizzando corsi fantasma in sottoscale/refettori ( accertamenti già effettuati), in assenza di controlli fiscali e in materia di sicurezza, offrendo, altresì, promozioni via internet, assolutamente insostenibili economicamente da quanti le tasse le pagano rispettando le regole. Se non sono in grado (o non intendono) fare questo, vadano in Inghilterra, come da Voi suggerito. La Vostra testata giornalistica, invece, di criticare, senza firma, gli sforzi di un’ Associazione di categoria che denuncia gli illeciti e tutela gli operatori del Settore, dovrebbe, invece, apprezzare tali iniziative e sostenerle. Potreste cominciare, per esempio, a selezionare con maggior attenzione la “Guida patenti nautiche”, da Voi edita, eliminando i soggetti patente non presenti nelle liste ufficiali delle Province competenti che pubblicizzano corsi per il conseguimento di patenti nautiche.

Adolfo D’Angelo

24/gen/2015

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