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Luna Rossa il giorno dopo
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Luna Rossa il giorno dopo

Dopo il ritiro di Luna Rossa da Coppa America il mondo commenta

Cagliari – Il ritiro di Luna Rossa dalla Coppa America avvenuto perché Oracle ha cambiato le regole del gioco quando orami la partita era iniziata è andata molto avanti, ha suscitato grande scalpore nel mondo della vela mondiale e sui giornali di tutto il mondo è iniziato un difficile gioco di equilibrismo per non schierarsi contro Luna Rossa, la quale oggettivamente, ha fatto l’unica cosa che poteva fare per salvaguardare la sua dignità di team sportivo, e al contempo non contrariare un cliente importante come il gruppo Oracle e tutti i suoi satelliti.

La scelta dei giornali più importanti e vicini ai fatti di vela, dall’Americano The Guardian al neozelandese The New Zeland Herald è stata quella di attenersi alle fredde notizie senza commentarle, ma senza riuscire a non far trasparire una certa ammirazione per la determinazione di Patrizio Bertelli padron di Luna Rossa.

Diverse, logicamente, le cose per le riviste specializzate come la rivista Yacht tedesca, che nel suo sito internet pubblica un articolo dal quale traspare chiaramente la simpatia per il team Luna Rossa e si ricorda come Bertelli non sia uomo da non dare corso alle minacce che fa. La rivista tedesca ricorda come anche nella 34esima Coppa America, Bertelli, una volta minacciato di fermare il suo team se Oracle avesse insistito, che in quell’occasione voleva cambiare le regole in corsa approfittando dell’incidente dove morì Andrew Simpson, ha dato seguito alle sue minacce, mettendo a terra il team e facendo sì che New Zeland regatasse contro se stesso davanti alle televisioni di tutto il mondo, una delle immagini più tristi della storia della vela.

Per quanto riguarda gli italiani, il giudizio è unanime, Luna Rossa ha fatto bene.

In effetti Patrizio Bertelli non aveva molta scelta se non alzarsi e andarsene, che significato ha partecipare a una competizione se il tuo avversario può cambiare le regole strada facendo e assicurarsi sempre la vittoria. Inutile spendere soldi, tempo e impegno se tanto già sai in partenza che non hai chance.

I FATTI
Per capire cosa è successo riassumiamo i fatti in breve

La Coppa America ha un regolamento che ne gestisce le regole. Questo viene cambiato a ogni edizione in accordo tra il defender, in questo caso Oracle, e il Challenger of Record, ovvero il primo team che ha lanciato la sfida al defender, in questo caso l’Hamilton Island Club in Australia.

Challenger of Record – Proprio sulla nomina del Challenger of Record si erano concentrati i primi sospetti. L’Hamilton Island Club non aveva le carte per una sfida di Coppa America, non si arriva a una sfida di questo tipo svegliandosi la mattina e dicendo “ora vado a sfidare Oracle”. Molti giornali di settore da tutto il mondo avevano avanzato qualche dubbio sulla fattibilità della sfida dell’Hamilton Island Club. Fatto sta che dopo aver approvato il nuovo regolarmente, stranamente a favore del defender, l’Hamilton Island Club si ritira e lascia la sua posizione di Challenger of Record.

Al suo posto è nominato, ormai a giochi fatti, Luna Rossa.

Per Oracle due barche – La cosa che proprio non era piaciuta a Bertelli e Granton (TNZL), nel nuovo regolamento di Coppa America era che Oracle poteva decidere, passato l’8 agosto, se accettare o no un nuovo sfidante, cosa fastidiosa, ma comprensibile, ma a questo si aggiungeva il fatto che tutti defender potevano avere una sola barca, rotta quella la Coppa America era finita, mentre Oracle poteva averne due e visto che il defender deve fare molte meno regate degli sfidanti che per arrivare in finale devono battersi tra loro, le possibilità che il tema che arrivasse in finale avesse una barca un po’ acciaccata erano elevate.

Il cambio delle barche – A giugno 2014 Oracle e l’Hamilton Island Club, avevano stabilito che a correre la 35esima Coppa America sarebbero stati dei catamarani da 62 piedi denominati AC 62. Barche più piccole degli AC 72 della 34esima edizione e per questo meno costose, anche se il Team Luna Rossa aveva sollevato la questione così facendo notare che era possibile abbassare questi con poche modifiche, ma le sue proposte non vennero prese in considerazione.

In base alle decisioni del 4 giugno, Luna Rossa comincia a lavorare e investire e in breve diventa il team favorito. Neanche Oracle a quanto sembra ha ancora sviluppato il suo AC 62. Luna Rossa è avanti e quando si parla di progettazione di mostri da regata a livello di Coppa America, avere più tempo per la progettazione è una cosa essenziale dalla quale possono dipendere le possibilità di vittoria.

In effetti la Coppa America non inizia al suono del colpo di pistola della prima partenza, ma nel momento in cui si mette la matita sul tavolo di progettazione per la prima volta, è li che la regata inizia e che in buona parte viene vinta o persa.



Cambio delle regole – Il 25 marzo del 2015, Oracle, ovvero l’ACEA , il comitato organizzatore della Coppa America che poi è controllato da Oracle in quanto defender, annuncia di aver deciso di cambiare le barche che correranno la prossima Coppa America. È stupore generale, le regole di Coppa parlano chiaro, si possono cambiare le regole solo all’unanimità. Ma ACEA annuncia di non voler cambiare le regole di Coppa, ma il protocollo di questa e il protocollo contiene le regole. Per cambiare il protocollo è sufficiente la maggioranza dei voti dei team partecipanti.

Perché Oracle lo fa – Qui siamo nel campo delle congetture, la nostra congettura è che la cosa fosse pianificata sin dall’inizio e non ci meraviglieremmo se si venisse a sapere che da qualche parte Oracle ha già sviluppato un AC48. D’altra parte, il fatto che cambiare le barche da 62 piedi a 48 piedi e per di più con delle regole di progettazione molto strette che facciano di queste una specie di classe, comporta effettivamente una riduzione forte di costi e di tempi, cosa che ha spinto gli altri a votare per il cambiamento.

Perché lo fanno gli altri – Gli altri sono il team inglese di Sir Ben Ainslie, il team svedese di Artemis, il team Francia e Emirate Team New Zeland. I primi tre di questi team sono in netto ritardo con la progettazione degli AC 62, in pratica nessuno di loro ha ancora iniziato seriamente a progettare la barca, cosa che spiega anche perché Luna Rossa è il favorito per la conquista della Coppa America e tutti e tre hanno problemi di budget, in parte perché alcuni non hanno ancora trovato tutti gli sponsor con il team inglese di Ben Ainslie. Perciò per loro questo cambio di barche a corsa iniziata è provvidenziale, senza di questo non avrebbero avuto alcuna chance di essere competitivi. Discorso diverso per il team neozelandese. I Kiwi hanno iniziato a spendere e a progettare e come Luna Rossa sono molto avanti, ma anche loro dipendono dagli sponsor, le loro mani sono incatenate nei laccioli dei contratti di sponsorizzazione e non hanno la libertà di alzarsi e andarsene, libertà che invece ha Patrizio Bertelli che corre con i propri soldi e che quindi può decidere cosa fare.

Cosa accadrà – Dire cosa succederà domani, non è facile. Certo Bertelli gioca con i propri soldi e può fare quello che vuole, ma comunque le sue decisioni incidono su situazioni diverse dalla sua come quella di Cagliari, dove un abbandono della Coppa da parte di Luna Rossa, significherebbe un annullamento del primo Act delle World Series, il circuito preparatorio alla Coppa America dove si sfidano gli AC 45. D’altronde, chi conosce Bertelli sa che non è uomo da rimangiarsi quanto detto e se non gli saranno fornite delle forti motivazioni, non riteniamo che tornerà indietro.

La Coppa senza Luna Rossa – Luna Rossa ha dimostrato nei fatti di essere lo sfidante con le maggiori chance di vittoria, con lui solo Emirate Team New Zealand ha una preparazione e un organizzazione che può permettergli di aspirare a una vittoria. Se Luna Rossa non c’è, non c’è una grande parte di Coppa America. Inoltre, per quanto si voglia giustificare quello che è accaduto, è palese che questo ennesimo atto d’imposizione da parte di Oracle sulle regole di Coppa, faccia sì che questa non abbia più alcuna autorevolezza. Non c’è gara se uno dei contendenti si può fare le regole come vuole lui e cambiarle quando dice lui. Perciò con tutta probabilità assisteremo a una Coppa America corsa con quelli che, a questo punto potrebbero essere tranquillamente gli AC 45 già esistenti, una Coppa che sarà vinta da Oracle che poi ne organizzerà un'altra facendo gli stessi giochi di sempre, sin tanto che l’evento non cali talmente tanto di interesse che nessuno sponsor vorrà più investire in questo.



03/apr/2015 di Maurizio Anzillotti

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