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Ricerche sospese per i due velisti che ieri hanno lanciato un allarme
Naufragi
Ricerche sospese per i due velisti che ieri hanno lanciato un allarme

La Guardia Costiere USA ha dichiarato chiuse le ricerche di un uomo e una donna in difficoltà

Jacksonville, USA - Nel pomeriggio di ieri intorno alle 17, 30 un uomo aveva chiamato la Guardia Costiera per radio e con voce concitata aveva detto di trovarsi con sua moglie a bordo di una barca a vela che stava facendo acqua e che in poco tempo sarebbe affondata. L’uomo ha dichiarato che stavano abbandonando la barca per rifugiarsi sul tender.

Scattato l’allarme son iniziate le ricerche con le motovedette e mezzi aerei. Dopo 17 ore in cui non sono stati trovati né il tender, né tanto meno la barca a vela o tracce di questa, le ricerche sono state sospese perché si ritiene che sia stato un falso allarme lanciato da qualcuno con problemi comportamentali.

Il problema dei falsi allarmi negli Stati Uniti è in decisa crescita e rappresenta un problema serio. Un falso allarme può tenere impegnati i mezzi di un comando della Guardia Costiera per diverse ore, a volte, per giorni, un periodo di tempo in cui le possibilità di portare soccorso in altre situazioni diminuisce e i costi salgono vertiginosamente.

Negli Stati Uniti provocare un falso allarme alla Guardia Costiera è un reato penale punito con una multa di 10.000 dollari, ma la Guardia Costiera sta insistendo perché le pene siano inasprite e prevedano anche l’arresto di chi spinge la Guardia Costiera a intraprendere ricerche in mare con falsi allarmi.
30/ago/2015

GC42LC

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