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Il codice della nautica cambia ancora una volta, approvata la delega al governo
Codice del diporto
Il codice della nautica cambia ancora una volta, approvata la delega al governo

Passa alla camera la delega al governo per semplificare e sburocratizzare il codice della navigazione per il diporto

Roma - Mercoledì 23 settembre La Camera ha approvato in via definitiva il disegno di legge, già approvato dal Senato, S. 1167 che da la delega al governo per modificare il codice della navigazione da diporto.

L'opera del governo sarà indirizzata verso una sburocratizzazione delle leggi esistenti e un miglior inquadramento dei regolamenti sui controlli in mare che ad oggi prevedono che sette diversi corpi possano fermare per controlli le imbarcazioni.

L'intensa attività di controllo in mare degli ultimi anni, attività, nella maggior parte dei casi non giustificata, ha contribuito ad allontanare i cittadini dal piacere di andare in mare.

L'ultima revisione della legge sulla nautica da diporto fu apportavo nel 2005 che però, per mancanza dei decreti attuativi, entrò in funzione realmente solo qualche anno dopo, quindi si tratta di rivedere una legge che ha pochissimi anni.

Un legge che però ha dimostrato in questi ultimi anni di non salvaguardare gli interessi del settore e non riuscire a regolare in senso positivo l'attività di chi fa diporto.

Il presidente dell'UCINA, Carla Demaria, in un intervento per spiegare quali saranno i cambiamenti che apporterà il governo al codice della navigazione, parla anche di una migliore normativa per il noleggio e la locazione delle piccole barche (il noleggio delle navi da diporti ha una sua normativa). Novità dovrebbero arrivare anche per quanto riguardo l'uso di aeree demaniali in disuso per il ricovero a secco delle imbarcazioni.

I decreti legge ch eil governo emanerà per modificare il codice della navigazione nei prossimi mesi, saranno un passo fondamentale per il futuro della nautica. Le esperienze fatte in questi anni hanno dimostrato come una non corretta azione governativa possa creare danni materiali ingenti incidendo pesantemente e in modo negativo sulla vita dei cittadini.

Ricordiamo che il settore nautico, in parte per la crisi economica e in buona parte per le politiche dissennate del ministro Tremonti prima e del governo Monti poi ha perso oltre l'80% del suo fatturato, molto di più della media degli altri settori industriali.

Probabilmente, anche questa volta, visto che la materia non è sicuramente prioritaria, per vedere dei risultati occorrerà del tempo, ma già il fatto che da più parti si sentano politici che hanno preso coscienza dei danni fatti sino a ora, lascia sperare che la revisione del codice della navigazione porterà dei cambiamenti positivi nel settore.

26/set/2015

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