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La Barcolana è in lutto
News/10/AL-Awai.jpg Mohammed Al Alawi, il giovane scomparso
Barcolana
La Barcolana è in lutto

La Barcolana che parte oggi è funestata dalla scomparsa in mare di Al Alawi del team Oman Sail

Trieste – Le ricerche di Mohammed Al Alawi il giovane di 26 anni che mercoledì scorso è caduto in mare dal MOD 70 Oman Sail mentre il trimarano stava viaggiando a 15 nodi verso Trieste per partecipare alla Barcolana, continuano, ma le speranze di ritrovare il giovane in vita sono pochissime.

Elicotteri e motovedette della Guardia Costiera Croata e Italiana insieme a un aeroplano privato noleggiato dal sultano dell’Oman e diverse barche del team, stanno perlustrando da mercoledì l’aerea davanti a Lusinpiccolo.

Venerdì è stato ritrovato il salvagente che l’equipaggio ha lanciato al giovane Al Awai quando questi è caduto fuori bordo.

L’incidente è occorso la mattina di mercoledì qualche ora prima dell’alba a 16 miglia al largo della costa Croata, mentre il trimarano da regata Oman Sail di 21,2 metri di lunghezza per 6,3 tonnellate di peso, viaggiava con un vento di 17 nodi a circa 15 nodi di velocità. A bordo cinque persone di equipaggio.

Al timone c’era lo skipper francese Sidney Gavignet. AL Awai e altre due persone erano a prua alla manovra delle vele quando il giovane è scomparso.

A rendersi conto di quanto era accaduto è stato lo skipper che ha subito sganciato il John-Buoy, una scatola che quando tocca l’acqua si apre come un autogonfiabile trasformandosi in un grande salvagente dotato di una lampada posta sopra di un braccio di gomma che si gonfia con l’autogonfiabile.

Sidney Gavignet ha chiamato la manovra di uomo a mare e il grande trimarano ha iniziato a girare per tornare sul luogo dell’incidente, ma un trimarano di quelle dimensioni ha bisogno di molto spazio per girare di 180° ed era notte e da bordo Al Awai, che non aveva giubbotto salvagente, non si vedeva.

La temperatura di quelle acque non è particolarmente bassa di questo periodo, ma, comunque tale da far si che il tempo di sopravvivenza in mare non superi le 12 ore, il che riduce le possibilità che si possa ritrovare il giovane in vita.

Su di un trimarano da regata, che può scuffiare in ogni momento, il non vestire il giubbotto o cintura di salvataggio è una questione di sicurezza.

Quando il multiscafo si gira, l’equipaggio deve farsi largo tra le cime e le sartie per riconquistare il mare libero e un giubbotto di salvataggio tradizionale offrirebbe appigli troppo facili ai molti ostacoli che in quelle condizioni si trovano in acqua, mettendo in pericolo la vita della persona che lo indossa.

Tuttavia questi andrebebro sostituiti con altri strumenti per garantire la galleggiabilità di chi cade in mare.

L’organizzazione della Barcolana non ha ancora reso noto se prenderà delle iniziative per ricordare il ragazzo scomparso in mare mentre era sulla strada per raggiungere Trieste e partecipare alla grande festa del mare.

11/ott/2015

Sailitalia

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