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Intollerabile atto di razzismo da parte della federazione della vela Malese
NewsRegate/12/Noy-Drihan.jpg Noy-Drihan, una dei due atleti discriminati dalla Malesia
ISAF Youth World Sailing Championship
Intollerabile atto di razzismo da parte della federazione della vela Malese

La Malesia discrimina gli atleti israeliani, mentre l’ISAF ritarda a intervenire

Langkawi (Malesia) – La Federazione della Vela della Malesia ha chiesto a Yoav Omer e Noy Drihan, due atleti israeliani di surf che dovrebbero partecipare agli ISAF Youth World Sailing Championship, e al loro allenatore Meir Yaniv, di presenziare ai giochi rinunciando a esporre la bandiera di Israele.

Inoltre gli atleti non potranno indossare alcun simbolo che riconduca alla loro nazionalità sulle divise e le mute e, nel caso di vittoria, si dovrebbero impegnare a ricevere le medaglie senza che sia suonato l’inno nazionale israeliano.

Un atto di razzismo non tollerabile. I due atleti e il loro allenatore hanno dichiarato che a queste condizioni non parteciperanno ai campionati mondiali giovanili di Surf.

La Malesia è un paese mussulmano e gli organizzatori della manifestazione temono che, in un periodo in cui gli esaltati e gli estremisti si trasformano facilmente in terroristi, la presenza di simboli di Israele possa provocare incidenti, ma lo sport dovrebbe essere la negazione di tutto ciò che è razzismo, accettare un atto di razzismo, qualsiasi sia il motivo, ucciderebbe lo spirito stesso delle competizioni sportive.

Si attende di vedere cosa farà la federazione mondiale della vela.

Questo non è il primo atto di razzismo nei confronti di atleti di Israele nel mondo della vela. Già accaduto in Oman, nell’ottobre scorso, dove agli atleti israeliani è stato negato il visto d’ingresso per partecipare al Mondiale RS-X.

In quel caso entrò una sola atleta perché aveva il passaporto austriaco, ma fu fatta gareggiare senza poter esporre la bandiera di Israele.

29/dic/2015

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