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Motori elettrici alla carica
Motori elettrici
Motori elettrici alla carica

Nel giro di pochi anni i motori elettrici hanno fatto passi da gigante ora a rallentarli sono solo le batterie

Roma – Sino a sette, otto anni fa motorizzare una barca con un motore elettrico era una cosa che si faceva a livello sperimentale nei laboratori di ricerca, oggi, invece, è una realtà. Sono diverse le aziende che stanno proponendo sul mercato motori elettrici.

Da prima sono arrivati i piccoli motori fuoribordo a gambo lungo per i tender o le barche da pesca che negli Stati Uniti hanno spopolato. Poi altre aziende hanno presentato i primi motori entrobordo, come Tema che ha portato sul mercato un 70 kw – 95 hp con trasmissione in asse, ma il passo definitivo è stata l’introduzione da parte di Tema e Torqueedo del motore in S-Drive, facile da installare e molto piccolo con potenze da 40 hp, ideale per le barche a vela sino a 12 metri.

La trasmissione S-Drive è particolarmente indicata per barche a vela da crociera medio piccole e la tedesca Torqueedo rispondendo a questa esigenza con i suoi nuovi motori ha dato l’ultima spinta a questa tecnologia perché si possa affermare sui mercati mondiali.

L’elettrico è destinato a sostituire il diesel per gli innumerevoli vantaggi che presenta e non solo dal punto di vista ecologico. Il motore elettrico, oltre a non inquinare (emissioni zero), non fa rumore.

Quando si naviga con l’elettrico acceso è come se si stesse veleggiando, inoltre consuma pochissimo. Il costo del consumo elettrico di uno di questi motori confrontato con quello del gasolio per il motore diesel è bassissimo.

Un'altra caratteristica dell’elettrico è che non riscalda. Il motore diesel riscalda molto e trasferisce il calore all’interno della cabine di poppa e, in parte, alla dinette, rendendo, d’estate, gli interni della barca dopo una lunga navigazione a motore, poco piacevoli. Il motore elettrico genera una frazione del calore che genera il motore diesel.

In ultimo, e cosa che probabilmente ne determinerà il successo insieme all’assenza di calore, il motore elettrico occupa uno spazio che è 1\4 o 1\5 di quello di un motore diesel. In pratica un entrobordo elettrico occupa poco più dello spazio dell’invertitore del suo omologo diesel.

Liberare spazi su barche medio piccole è fondamentale. Nello spazio occupato dal motore diesel domani si potrà ricavare un gavone o allargare le cabine di poppa.

Anche i costi ormai sono scesi al livello dei motori diesel e sempre più spesso, sotto di questi.

L’unico limite alla diffusione di questi propulsori sono gli accumulatori. Oggi un motore elettrico per avere energia sufficiente ha bisogno di batterie al litio che oltre ad essere costose sono pericolose come ci ha insegnato Team Vestas durante l’ultima Vendée Globe.

Ma anche in questo settore la tecnologia sta facendo passi da gigante e a breve si potrà disporre di accumulatori più potenti, meno costosi e più sicuri.

http://www.torqeedo.com/en

http://www.tema.hr/it/marine/
08/feb/2016 di Nadia Allera

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