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Tom McClean vuole traversare l’Atlantico a bordo di una barca balena
Tom McClean
Tom McClean vuole traversare l’Atlantico a bordo di una barca balena

Ex SAS, ex record man, una sorta di supereroe scozzese che ha creato una barca balena e vuole partire

Lago Nevis (Scozia) – La nave balena, lunga oltre 20 metri e tutta costruita in ferro, è arenata sulla spiaggia del Lago di Nevis in una delle zone più impervie delle Highlands scozzesi. Chiunque viene da queste parti si chiede che cosa ci faccia una nave balena in un lago ad alta quota, e quando gli abitanti del luogo rispondono che è uno scafo in attesa di traversare l’Atlantico, i più pensano che sia una burla, ma chi conosce Tom Mc Clean sa che non si tratta di uno scherzo.

Abbandonato dalla madre quando era piccolissimo, Tom non ha avuto una vita facile, ma, fortunatamente, ha sempre avuto una determinazione ferrea che lo ha aiutato a farcela.

L’infanzia e l’adolescenza la passa in uno dei difficili orfanotrofi della Gran Bretagna degli anni 50 e inizio 60. A 17 anni si arruola nell’esercito di sua maestà, nel reggimento Paracadutisti dove viene addestrato e preparato alle innumerevoli missioni che sarà chiamato a operare con il suo battaglione ad Aten, tra la Malesia e il Borneo. Terminato il servizio come paracadutista si sente pronto per il successivo step verso l’estremo e si presenta alle selezione dei SAS, le squadre speciali inglesi.

Alla prima selezione passano in 105, all’ultima saranno scelti solo 3 allievi, Tom è tra questi.
Mesi di addestramenti e allenamenti in grado di stroncare anche i più determinati lo trasformano in una macchina da guerra in grado di sopravvivere in ogni condizione.

A 26 anni, nel 1969, sfida i suoi commilitoni e fa una scommessa, sarà il primo uomo a traversare l’atlantico a remi da ovest a est.

Parte da Terranova, in Canada, e arriva in Irlanda a Blacksod Bay 71 giorni dopo.

Tredici anni dopo, decide di battere il record della traversata con la barca a vela più piccola di sempre. Parte nel 1982 con una piccola barca di 9 piedi e 9 inches (3 metri), dopo 54 giorni raggiunge le coste dell’Europa, è record, ma un record che dura poco, perché tre settimane dopo gli sarà strappato da un americano con una barca di 9 piedi e 1 inch.

Tom, non si scompone, prende la sua barca ne taglia una parte accorciandola di 2 piedi e ritorna a remare.

Arrivato quasi a metà percorso una tempesta particolarmente violenta gli strappa l’albero, ma lui riesce comunque a finire l’impresa e ad arrivare sulle coste del Portogallo, riprendendosi il suo record.

Il mondo, o almeno quella parte di mondo che segue le imprese estreme, comincia a conoscerlo e quando Tom decide di mettere un punto alla lunga contesa che vede Gran Bretagna, Irlanda, Danimarca e Islanda contendersi uno scoglio che si trova a 290 miglia a largo delle coste della Scozia nell’Atlantico settentrionale, decidendo di occupare quella roccia in mezzo al mare costantemente flagellata da onde enormi, in nome della Gran Bretagna, non si sorprende.

Tom riesce a sbarcare aggrappandosi alla roccia e a scalarla, sulla vetta istalla la sua cellula di salvezza e tiene la posizione per 40 giorni.

Oggi questo super SAS ha 74 anni e ha deciso di fare la sua ultima impresa. Negli ultimi anni ha disegnato e costruito una barca di circa 20 metri che ha la forma di una balena e con questa vuole traversare l’Atlantico. Sono pochi coloro che dubitano che possa realmente farlo.
16/apr/2016 di Nadia Allera

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