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Un italiano per restaurare Calypso, la nave di Cousteau
News/02/La-Calypso-caricata-su-di-un-cargo.jpg Calypso caricata su un cargo
Calypso
Un italiano per restaurare Calypso, la nave di Cousteau

Il restauro della Calypso prende forma in Turchia sotto la guida di Marco Cobau

Istanbul (Turchia) – Tutti coloro che hanno più di 40 anni sanno bene cosa sia Calypso, la nave del mitico comandante Cousteau, l’uomo che fece scoprire agli europei le meraviglie del mondo sottomarino.

La nave del comandante ha una storia affascinante. Originariamente utilizzata come dragamine, dopo la guerra fu impegnata come traghetto tra l’isola di Malta e quella di Gozo, un tragitto di due miglia fatto decine di volte al giorno. Il suo nome, Calypso viene proprio da quell’esperienza, l’armatore quando dovette decidere il nome si rifece al mito di Calypso che aveva la sua dimora proprio sull’isola di Gozo.

Calypso arrivò nelle mani di Cousteau nel 1950 grazie al proprietario della birra Guinness, il miliardario irlandese Thomas Loel Guinness M.P. , il quale acquistò la nave e l’affitto a Jacques Cousteau per un franco l’anno. Cousteau trasformò Calypso in una nave oceanografica che nel 1956, con il famoso documentario “Il mondo del silenzio” che per la prima volta fece vedere al mondo cosa c’è sotto la superficie del mare, divenne familiare a decine di milioni di persone.

Nel 1996 a Singapore, 46 anni dopo il giorno in cui il comandante salì per la prima volta sul suo ponte di legno, Calypso ebbe un incidente che ne condizionò il suo futuro. Una chiatta per una manovra sbagliata le finì contro danneggiando gravemente il fasciame. La nave venne riparata ma tutte le attrezzature risultarono gravemente compromesse. Il nipote di Guinness, che nel frattempo aveva ereditato le fortune del nonno, vendette Calypso all’equipe del comandante per 1 franco.

Iniziò così una lunga odissea che vide interessarsi al Calypso comuni, regioni e privati con vicende alterne, ma nessuno riuscì a portare a termine l’operazione e l’anno dopo l’incidente Cousteau morì.

La Calypso viene dichiarata “patrimonio nazionale”, la Francia si inchina al genio di Cousteau,. Si inchina, ma non è disposta a mettere le mani in tasca. La barca nel frattempo diventa oggetto di una contesa legale tra una società che dice di avere i diritti di noleggio sulla nave e la famiglia di Cousteau, il tribunale però darà ragione a Francine Cousteau, la seconda moglie di Cousteau.

Inizia il restauro presso un cantiere bretone, la signora Cousteau smette di pagare perché non soddisfatta dell’operato e così vengono fermati i lavori. Altra disputa in tribunale che finisce nel 2016.

Alla fine, a Marzo 2016 lo scafo del Calypso, ormai in pessime condizioni, viene caricato su di una nave e portato a Istanbul presso il cantiere Aykin Marine.

Ad attenderlo l’ingegnere Marco Cobau , un nome noto a tutti i più esperti di vela. Coabu è l’ingegnere che nel 1983 costruì Azzurra, la prima barca italiana a gareggiare in Coppa America, skipper Cino Ricci.

A Cobau è stato dato l’incarico di dirigere i lavori. L’ingegnere ha già iniziato a far smontare tutto il fasciame danneggiato sostituendolo con del legno nuovo, la barca è stata svuotata e ora si sta procedendo alla riparazione dello scafo prima di proteggerlo con resina e vetro.

Due anni di lavori, poi, nel 2018, finalmente la Calypso dovrebbe toranre in acqua a ricordare a tutti la meravigliosa epopea della conquista degli oceani da parte del Comandante Cousteau.

06/feb/2017

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