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La vela olimpica non convince, si cambi format
News/02/RS-X-Tokyo-2020.jpg Regata di RS:X
Tokyo 2020
La vela olimpica non convince, si cambi format

Gli investimenti non sembrano proporzionati ai ritorni, il CIO chiede innovazione e fantasia

Tokyo (Giappone) – Tokyo 2020 si avvicina e all’interno del CIO continua la battaglia per difendere il proprio sport specialmente tra quelli considerati minori che corrono sempre il rischio di essere messi fuori dalle future edizioni dei giochi olimpici come è accaduto alla vela nelle paraolimpiadi.

La vela è uno di quegli sport che corre i maggiori rischi perché richiede infrastrutture, porti, banchine, capannoni di rimessaggio, quindi investimenti in cambio di una capacità di attrazione del pubblico limitato a una nicchia di appassionati, cosas che fa si che non si auno sport particolarmente richiesto dalle reti televisive.

L’accusa che si fa più spesso a questo sport da parte dei suoi detrattori è di essere troppo tecnico, difficile da capire, poco spettacolare e quindi non particolarmente amato dai profani i quali, se hanno difficoltà a capire come funziona la vela, non ne hanno nessuna a seguire una gara di corsa o una partita di beach volley.

In questo quadro il CIO, il Comitato Olimpico Internazionale ha chiesto alla World Sailing la federazione internazionale di vela di fare qualche cosa per rendere più televisive le regate.

Il World Sailing ha rigirato la richiesta alle diverse classi chiedendo a ognuna di fare una proposta riguardante la propria specialità.

La prima a farsi avanti è stata la classe RS:X che ha alla guida l’italiano Carlo Della Vedova, la quale ha introdotto l’eliminazione diretta. Il nuovo sistema sarà testato nelle maggiori manifestazioni internazionali per sperimentarlo prima di Tokyo 2020.

Il sistema prevede che dopo le prime 6 regate che si svolgeranno come già fatto a Rio 2016, i 12 atleti che ne usciranno selezionati azzereranno i loro punteggi e si scontreranno tra loro in una serie di tre mini regate da disputarsi in unsolo giorno, a ogni regata metà dei partecipanti saranno eliminati, quindi si passerà da 12 a 6 e da 6 a 3, gli ultimi tre andranno in finale per disputarsi il posto sul podio.

Il nuovo sistema sembra affascinante e sicuramente facilmente comprensibile dal grande pubblico, ma dietro la veloce mossa della classe RS:X si cela un pericolo: se tutte le classi sceglieranno un loro proprio modo di gareggiare, per quanto questo sia avvincente come quello della classe RS:X, invece di semplificare e rendere più comprensibili ai profani le regate di vela, si otterrà l’effetto opposto.




11/feb/2017

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