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Capitaneria di Ravenna: vietato farsi rubare la barca dopo le 5 del pomeriggio
News/06/IMG-20170630-WA0015.jpg Pagnotta l'Oceanis 45 rubato a Marinara
Furto di barche
Capitaneria di Ravenna: vietato farsi rubare la barca dopo le 5 del pomeriggio

Scopre il furto della barca, ma la Capitaneria non accetta la denuncia fuori dall’orario di ufficio

Ravenna – Soggetti ignoti rubano un Oceanis 45 nel Porto Turistico di Marinara a Marina di Ravenna. L’armatore chiede aiuto alla capitaneria. Ritrovare un 14 metri se lo si cerca subito è un gioco da ragazzi, se qualcuno se ne facesse carico, e invece fare la denuncia alle autorità diventa un’avventura.

Quando il signor Paolo Finzi Contini nella giornata di ieri, giovedì 29 giugno, è arrivato con i bagagli a Marinara per partire con Pagnotta, il suo Oceanis 45 di appena un anno, ha avuto una brutta sorpresa: la sua barca era sparita.

“C’è voluto un po’ perché mi rendessi conto che mi avevano rubato la barca,” ci dice l’armatore di Pagnotta.

Preso atto del fatto che la sua barca è stata rubata, Finzi Contini si rivolge all’ufficio del porto che si mette subito a disposizione. E’ la prima volta che qualcuno ruba una barca nel marina. Sono circa le 16, l’ufficio di Marinara chiama la Capitaneria di Porto Corsini che è una Direzione Marittima, ovvero, un centro nevralgico della rete della Guardia Costiera. Gli rispondono che la denuncia non è di loro competenza, bisogna riferirsi ai Carabinieri.

Il signor Finzi Contini va dai Carabinieri di Marina di Ravenna per sporgere denuncia spiegando alle autorità che è stata la Guardia Costiera a dargli quelle indicazioni. “I Carabinieri rimangono perplessi – ci racconta Finzi Contini – tanto che chiamano direttamente la Guardia Costiera per capire il perché di quella risposta.” La Guardia Costiera fa marcia indietro e dice ai Carabinieri di indirizzare di nuovo l’armatore presso i loro uffici che ‘provvederanno’ a raccogliere la denuncia.

Così il signor Finzi Contini si dirige verso la Capitaneria, ma al suo arrivo un sottoufficiale gli spiega che, essendo passato l’orario di ufficio, la denuncia non può essere raccolta. “Ho fatto notare che diramare un comunicato agli uffici della Guardia Costiera aveva senso se fatto nell’immediatezza dell’evento e non aveva alcuna utilità se fatto dopo 24 ore, ma non c’è stato nulla da fare, – ci racconta l’armatore di Pagnotta. – Per fare la denuncia sono dovuto tornare questa mattina a uffici aperti.”

Dopo aver parlato con Paolo Finzi Contini, abbiamo sentito la capitaneria di porto di Porto Corsini, dove il Comandante Crociati ha tenuto a specificare che:
“I reati comuni non sono di competenza della Guardia Costiera e il furto d’imbarcazione è un reato comune, anche se poi, in orario di apertura degli uffici non ci sarebbe stato alcun problema a ricevere la denuncia del signor Finzi Contini.”
“Uno dei compiti principali della Guardia Costiera è il Salvataggio in mare e dopo l’orario di ufficio, la Guardia Costiera si interessa solo di SAR (Search and Rescue).”
“Questa mattina abbiamo ricevuto la denuncia e ora stiamo approntando la comunicazione agli altri uffici della Capitaneria.”

Per quanto sia nota l’efficienza e la passione con cui le Capitanerie di Porto portano avanti i loro compiti, non si può non notare che anche i Carabinieri hanno come compito principale quello di perseguire i criminali, ma non per questo quando un cittadino va a denunciare un reato in orari notturni gli viene detto che i delinquenti possono anche non preoccuparsi perché sino al giorno dopo loro non prenderanno la denuncia.

Oltre alle considerazioni che riguardano il cittadino che va a denunciare il furto di un proprio bene, che ricordiamo essere, nella maggioranza dei casi, il frutto di molto lavoro, bisogna fare delle considerazioni che riguardano il reato in se stesso.

Ieri c’era mare grosso e vento forte e non è detto che i ladri fossero dei marinai provetti, non accettare quella denuncia ha significato non prendere atto che a largo di Ravenna ci potesse essere una situazione potenzialmente pericolosa con una barca da diporto portata da persone delle quali non si conoscevano né gli scopi, né il grado di perizia nella condotta dell’imbarcazione, senza considerare che, forse, quella barca fa parte di un piano criminale molto più importante del semplice furto connesso con il traffico di migranti.

Non accettare la denuncia ha significato dare a questi criminali un vantaggio ingiustificabile, se quella barca naufragherà tra qualche mese sulle nostre coste con un carico di esseri umani e alcuni di loro perderanno la vita, nella Capitaneria di Porto di Ravenna qualcuno si dovrà chiedere se sia stato fatto tutto il possibile per evitarlo.

Concludiamo con un appello: chiunque abbia visto l’imbarcazione in fotografia per favore lo segnali in maniera tempestiva alle autorità o alla nostra redazione.





30/giu/2017

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