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L’uragano Irma e la sua storia
News/09/Irma.jpg Barche cadute dall'invaso inseguito al passaggio di Irma
Uragano Irma
L’uragano Irma e la sua storia

Oltre 200 miliardi di dollari di danni previsti e la stagione del charter compromessa

Saint Martin (Caraibi) - L’Uragano Irma è uno dei più disastrosi uragani degli ultimi cento anni. I danni previsti, secondo il governo federale USA, si aggireranno intorno ai 200 miliardi di dollari. Erika Storelli, una nostra collaboratrice che si trova ai Caraibi con il suo 38 piedi, dopo averci comunicato di essere al lavoro con il suo compagno per prepararsi al passaggio dell’uragano, all’arrivo di Irma non ha più dato notizie a causa dell’interruzione di tutte le comunicazioni, compreso internet.

La storia di Irma inizia nelle isole di Capo Verde, sulla costa orientale dell’Atlantico, il 30 di agosto dove nasce da una depressione locale come Cap Green Hurricane, il quarto della stagione.
Trovando condizioni favorevoli Irma è cresciuto rapidamente diventando uragano di grado F2 sulla scala Saffir-Simpson, per diventare, subito dopo, F3 e entrare nel ristretto cerchio degli uragani maggiori.

Nei primissimi giorni di settembre la sua forza è salita e poi scesa per poi salire ancora tra F3 e F4.

Il 5 settembre Irma raggiunge F5 e la mattina del giorno dopo i suoi venti arrivano a 295 km/h e la pressione scende a 914 mbar.

Più forte di lui si ricorda solo Allen nel 1980 quando i venti raggiunsero i 305 km/h.

Irma continua a soffiare a 295 km/h per 37 ore consecutive, periodo in cui passa sopra ai Caraibi uccidendo 24 persone e provocando danni enormi, quindi attacca Cuba, un’isola che solitamente è risparmiata dagli uragani che vi passano vicino raggiungendola solo raramente.

Poi scema, scende a forza 4 e per un breve momento a forza 3, ma i meteorologi avvertono: non è finita!
Si prevede che avvicinandosi alla Florida, Irma riprenda vigore e ritorni a F5.

Le barche che non si trovavano nelle isole Vergini, a Saint Martin o Antigua, le più colpite, hanno resistito in baia con venti che hanno raggiunto e superato i 150 km/h, mentre le barche che si trovavano nelle isole più colpite, dove i venti hanno superato abbondantemente i 200 chilometri orari, hanno avuto, in molti casi, le ancore strappate e quelle che erano a terra e non erano state preparate, sono cadute dai loro invasi.

In molti casi la situazione è disastrosa con decine di barche ammassate le une sulle altre. Centinaia di barche si sono capovolte in acqua, specialmente catamarani, e altre sono affondate nelle rade in cui erano ormeggiate.

Fortunatamente però, al momento non si hanno notizie di skipper vittime dell’uragano.

La stagione del charter che inizierà a breve è a rischio perché buona parte delle flotte hanno subito danni molto gravi e molte barche non sono in grado di prendere il mare.

10/set/2017

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