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Quella storiaccia di AkzoNobel
NewsRegate/10/AkzoNobel.jpg AkzoNobel
Volvo Ocean Race
Quella storiaccia di AkzoNobel

AkzoNobel è partito, ma, sorpresa, al comando c’è lo skipper licenziato, Simeon Tienpont

Mediterraneo – La Volvo Ocean Race è partita domenica mattina, le sette barche iscritte si sono lanciate al centro del Mediterraneo e hanno iniziato a scendere, ora sono già in Atlantico e stanno puntando verso le Canarie, fino a qui è tutto regolare, i team stanno facendo quello che tutti si aspettavano facessero, darsi battaglia. Vestas è in testa mentre l’olandese AkzoNobel lo segue da vicino.

Quello che invece ha sorpreso tutti, è l’uomo che sta al comando di AkzoNobel, Simeon Tienpont, lo skipper che per molti mesi ha guidato il team portandolo ad essere pronto per la grande sfida ma che pochi giorni prima della partenza (il 13 ottobre) era stato licenziato per aver rotto il contratto che lo legava alla AkzoNobel.

Ma come è arrivato Tienepont a trovarsi di nuovo sul ponte di AkzoNobel nelle vesti di skipper, quando ormai il suo posto era stato preso dal plurivincitore kiwi Brad Jackson?

Simeon aveva lottato con tutte le sue forze contro quel licenziamento che gettava una gran brutta ombra sulla sua reputazione, l’accusa era quella di aver contravvenuto agli accordi contrattuali. Il giorno dopo il licenziamento Simeon aveva chiesto un arbitrato chiamando in causa il Dutch Arbitration Institute e una panel di giudici olandesi si era riunito. Nel frattempo con Simeon, dal team, erano usciti altri otto velisti, alcuni dei migliori del team appartenenti alla squadra di supporto e all’equipaggio e questo aveva messo AkzoNobel in una gran brutta posizione costringendo Jackson a reclutare molto velocemente il brasiliano Joca Signorini, l’inglese Jules Salter e l’australiano Luca Molly, tutti veterani della Volvo Ocean Race.

L’accusa che AkzoNobel muoveva a Tienpont era quella di essere andato contro gli interessi dello sponsor, mentre Simeon dichiarava di aver solo preteso quello che era dovuto agli uomini e a lui.

Simeon aveva denunciato un comportamento non corretto dello sponsor e soprattutto il fatto che non gli erano stati forniti i fondi per poter pagare gli stipendi dei velisti del team già da diversi mesi. Questo fa capire anche perché alcuni dei migliori uomini del team lo hanno seguito quando ha abbandonato Alicante.

Il panel di giudici, ha analizzato la questione, studiato il contratto e sentenziato che Simeon era nel giusto e non ha fatto nulla di quanto è stato accusato.

A quel punto i dirigenti di AkzoNobel ci hanno pensato su, hanno provato a vedere se c’era qualche modo per non perdere la faccia, ma Simeon era inamovibile, quel posto da skipper era suo e lo voleva alle condizioni stabilite inizialmente. Non ottemperare alla decisione del panel significava esporsi a una causa per danni importante e non solo, ma aumentare l’eco della brutta figura fatta sino ad ora.

Quindi, a poche ore dalla partenza della regata, prima volta nella storia, Simeon Tienpont è stato reintegrato al suo posto e Jackson ha abbandonato il team e con lui sono stati pregati di scendere anche Signorini e Salter, mentre Molly, l’ultima delle reclute, è restata. Tutto questo a poche ore dalla partenza.

Una cosa così non si era mai vista e sicuramente la partita tra i dirigenti di AkzoNobel e Simeon Tienpont non è finita qui.

24/ott/2017

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