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Leg 3 - Lotta senza quartiere
Volvo Ocean Race 2017-18
Leg 3 - Lotta senza quartiere

I battistrada hanno percorso grandi distanze nelle ultime 24 ore mentre gli inseguitori cercano di resistere al passaggio di un fronte, è una lotta senza quartiere per tutti…

Sono poco più di 2.000 le miglia che separano i leader dalla linea del traguardo della terza tappa a Melbourne, in Australia e sono solo otto le miglia che separano i primi due, in una lotta senza quartiere per la testa della flotta e una posizione di controllo.

Al rilevamento delle ore 14 italiane, i franco/cinesi di Dongfeng Race Team erano ancora al comando, una posizione che hanno mantenuto per la gran parte della navigazione da Città del Capo, ma gli onnipresenti avversari di MAPFRE erano alle loro calcagna, rendendo loro la vita dura.

Ancora una volta durante la notte gli spagnoli erano riusciti a prendere la testa, salvo poi vedere Dongfeng rientrare al rilevamento successivo, La lotta fra il team guidato da Xabi Fernández e quello di Charles Caudrelier sembra non finire mai, e i due equipaggi stanno tirando fuori tutte le energie residue per rispondere a ogni singola mossa dell’avversario.

“Dopo nove giorni di regata e oltre 3.000 miglia comincio a odiare la barca rossa dei miei amici spagnoli.” Ha detto lo skipper francese. “Mi dicono che Xabi è un ex campione di ciclismo e come si dice in Francia, MAPFRE ci succhia la ruota, seguendo ogni nostra mossa e aspettando l’opportunità giusta per attaccare.”

Malgrado le barche stiano seguendo una rotta più diritta, non si può certo dire che sia una navigazione facile. “Il vento non è molto costante e lo stato del mare cambia in continuazione con il variare della temperatura dell’acqua, quindi bisogna regolare di continuo.” Ha spiegato lo skipper di Vestas 11th Hour Racing Charlie Enright, attualmente in terza posizione a circa 77 miglia dai due battistrada.

E, mentre la lotta è sempre più accesa per tutte le posizioni di classifica, tutti e sette i team stanno anche lottando per cercare di rimanere fuori da un anticiclone gigante che si sta formando a est e che minaccia di inghiottirli. Team Sun Hung Kai/Scallywag e Turn the Tide on Plastic, a circa 200 miglia a nord-ovest dei leader, probabilmente seguiranno l’esempio di Akzonobel dirigendo a sud in un estremo tentativo di agganciare la parte occidentale del fronte freddo.

Se non dovessero riuscirci, potrebbero restare in mare più giorni del previsto e sarebbero quindi sotto una forte pressione di arrivare in fretta a Melbourne, dove la Volvo Ocean Race si fermerà solo per pochi giorni.

“Vogliamo camminare ma lottiamo contro il vento che cala.” Ha detto il portoghese Frederico Pinheiro de Melo da bordo di Turn the Tide on Plastic. “Adesso dobbiamo gestire la prossima alta pressione, dobbiamo starci davanti oppure ci fermeremo e Scallywag scapperà via. L’obiettivo principale ora è di evitare l’alta pressione.”

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NewsRegate/12/VOR-Leg3-2.jpg Volvo Ocean Race 2017-18
Leg 3 - il Southern Ocean colpisce ancora

“Ma perché vogliamo tutti venire in questo posto?” Ha detto lo skipper David Witt. “Pensiamo di essere tosti, o cosa? Non capisco. Tutti che continuano a parlare di Southern Ocean, Southern Ocean. Ne ho avuto abbastanza di questo Southern Ocean.”

I sette team partecipanti alla Leg 3 della Volvo Ocean Race sono entrati nel Southern Ocean più duro e cattivo, con venti fino a 50 nodi e onde alte come montagne. La violenta depressione che si è andata formando negli ultimi giorni ora ha colpito e avvolto i sette equipaggi, costringendoli a passare dalla modalità regata alla modalità sicurezza.

Tuttavia le velocità sono incredibili, hanno raggiunto in qualche caso i 38 nodi con le barche lanciate giù dalle enormi onde tipiche dell’Oceano meridionale. Il sistema di bassa pressione responsabile di queste condizioni è vasto, si estende per circa 1.500 miglia dalla punta del Sudafrica fino a poche miglia a nord dell’Antartide.

Il fronte rappresenta la sfida maggiore che i team hanno dovuto affrontare in questa edizione della Volvo Ocean Race, e benché la terza tappa sia ancora alle fasi iniziali, le decisioni che i team prendono in queste ore potrebbero avere delle conseguenze sul risultato a Melbourne.

Al rilevamento delle ore 14 italiane la testa della flotta è sempre occupata da Dongfeng Race Team che è la barca che si è portata più a sud, a sole sette miglia dalla zona di esclusione dei ghiacci, la Antarctic Ice Exclusion Zone (AIEZ) definita dagli organizzatori.

Dieci miglia più a nord gli spagnoli di MAPFRE continuano la rincorsa con Vestas 11th Hour Racing risalito in terza piazza a circa 50 miglia alle spalle dei due battistrada. “Le condizioni sono dure.” Ha raccontato da bordo di Vestas Mark Towill, dicendo che il team ha registrato una raffica a 53 nodi durante la notte. “Sono 24 ore che abbiamo dai 30 ai 40 nodi, voliamo in poppa. E’ proprio il Southern Ocean, sapevamo cosa avremmo trovato qui e lo abbiamo certamente trovato.”

In quarta posizione Team Brunel, mentre ottanta miglia dalla poppa di MAPFRE, team Akzonobel guidato da Simeon Tienpont è stato costretto a rallentare per un problema alla rotaia della randa, per verificare la situazione e possibili riparazioni. Il danno che è stato segnalato via email al Volvo Ocean Race control dal navigatore di AkzoNobel Jules Salter (GBR) questa mattina, è avvenuto mentre la barca si trovava in quarta posizione e a poca distanza dalla zona di esclusione dei ghiacci Antarctic Ice Exclusion Zone (AIEZ) con 35 nodi di vento e onde molto alte. Durante una strambata a sinistra la rotaia della randa si è danneggiata in due punti. L’equipaggio è riuscito ad ammainare la randa e ad allontanarsi dalla AIEZ e resta in regata, utilizzando solo la vela di prua. Non sono stati segnalati problemi fisici all’equipaggio a seguito dell’incidente e il team è in contatto con il race control centre e il suoi tecnici per stabilire quali riparazioni possano essere fatte in mare.

Circa 250 miglia più a nord, Team Sun Hung Kai/Scallywag si è scambiato di posto con Turn the Tide on Plastic per cercare di sfuggire alle condizioni più dure, ma non vi è riuscito completamente. “Ma perché vogliamo tutti venire in questo posto?” Ha detto lo skipper David Witt. “Pensiamo di essere tosti, o cosa? Non capisco. Tutti che continuano a parlare di Southern Ocean, Southern Ocean. Ne ho avuto abbastanza di questo Southern Ocean.” Ha concluso l’australiano con il suo consueto senso dell’umorismo.

Anche a bordo di Turn the Tide on Plastic ci sono stati alcuni minuti di tensione quando, nel mezzo della notte, si è attivato l’allerta di uomo a mare, ma fortunatamente si è trattato solo di un falso allarme e tutti i componenti dell’equipaggio sono a bordo e in buona salute.

“Stanotte sarà ancora dura, con vento in poppa. Spero passerà senza problemi.” Ha detto lo skipper di MAPFRE Xabi Fernàndez, parlando delle prossime ore. “Dovremo lavorare tanto, fare molte strambate al limite della zona di esclusione, sarà faticoso per tutti.”

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La terza tappa di questa edizione della Volvo Ocean Race è partita domenica 10 Dicembre dalla città di Cape Town in Sudarfica, per raggiungere la città di Melbourne in Australia.

19/dic/2017

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