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Yacht.de critica Dario Noseda con supponenza
L'Atlantico in Star
Yacht.de critica Dario Noseda con supponenza

Supponenza teutonica

Web – Dario Noseda è partito dall’Italia ed è arrivato ai Caraibi come previsto, lo ha fatto su di una Star che era stata abbandonata per anni e che lui ha messo a posto. Prima di lui nessuno aveva intrapreso questa sfida, e questo è quello che conta.

Dario Noseda sino al giorno prima della sua partenza non era mai neanche stato in oceano, ma con la sua impresa ha dimostrato al mondo di avere la determinazione, la capacità e forse anche un po’ la fortuna per arrivare a portare a termine il suo obiettivo, essere il primo uomo al mondo ad attraversare l’Atlantico a bordo di una Star.

Pensare, progettare e riuscire a realizzare le proprie ambizioni nella vita ha un valore immenso che non può essere quantificato perché sono soddisfazioni che non hanno prezzo e nelle quali ognuno di noi vorrebbe riuscire. L’impresa di Noseda per me è sufficiente a fare chapeau visto che questo è molto più di quello che molti di noi riusciremo mai a fare nella nostra vita, ma così non sembra pensarla il giornalista di Yacht, il maggiore giornale di vela tedesco.

Questo signore, alla notizia che Dario è arrivato a destinazione naufragando sugli scogli, riuscendo comunque a portare a termine la sua impresa, invece di riconoscere all’uomo e al marinaio i suoi meriti, ha sottolineato come l’impresa di Dario sia andata a buon fine per semplice fortuna, cercando di far capire che Noseda non era preparato, che il progetto era discutibile e che “anche” (oltre che a Yacht) la Guardia Costiera spagnola lo aveva criticato per questa sua impresa.

Non una parola di apprezzamento, non un riconoscimento al coraggio e alla caparbietà di chi, nato e vissuto su di un lago, ha sfidato l’oceano a bordo di una barca larga 1,70 metri e, rischiando la vita, ha vinto.

Non avendo alcun fondamento quanto scritto da Yacht perché tutte le imprese sono così, tutti i navigatori hanno un po’ di fortuna che contrasta la sfortuna che sempre si trova sulla strada di un record, la cosa ha il sapore amaro del pregiudizio, quanto scritto sembra quasi uno sforzo di dipingere Noseda come lo stereotipo dell’italiano arrangione.

Peccato, ancora una volta il giornale tedesco ha perso l’occasione per far parte del “mondo” della vela, un mondo dove non ci sono frontiere perché è il mare che non ha frontiere.

http://www.yacht.de/aktuell/panorama/starbootsegler-in-der-karibik-gestrandet/a115172.html

“E' più facile spezzare un atomo che un pregiudizio.”
Albert Einstein



21/dic/2017 di Maurizio Anzillotti

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