solovela.net
venerdì , 25 maggio 2018

Seguici su Facebook Seguici su You Tube
back » la notizia: I falsi miti dell’acquisto della barca usata
I falsi miti dell’acquisto della barca usata
Barca usata
I falsi miti dell’acquisto della barca usata

Dieci informazioni sbagliate che circolano in banchina

Le decisioni che ci portano ad agire sono prese sulla base di informazioni, a volte queste sono vere, ma altre dei veri e propri falsi miti, vediamo di sfatarne alcuni.

1) Meglio uno Swan 44 degli anni 70 che un Sun Odyssey di due anni.
Mai mito è stato meno veritiero. Uno Swan degli anni 70, se non è stato ristrutturato molto bene, avrà tanti di quei problemi a partire dalla coperta in teak con rivetti che per restaurarlo costerà un patrimonio. Il Sun Odyssey di 2 anni avrà meno fascino, ma permetterà di fare una comoda e piacevole vacanza.

2) L’Osmosi è il cancro delle barche.
E’ un falso mito usato dai cantieri, soprattutto negli anni 90, per spillare molti soldi ai loro clienti. L’osmosi è un fenomeno chimico ben conosciuto, non pericoloso se non in casi limiti e facilmente riparabile. Purtroppo la riparazione è lunga e costosa.

3) I periti sono tutti uguali, solo che costano in modo diverso.
Una credenza pericolosa e non vera. Ci sono periti che sono in grado di trovare un problema pericoloso che altri non vedono. Ci sono periti con un alto livello di professionalità che sono in grado di capire se vale la pena acquistare una barca e valutare quanto costerà riparare ogni cosa e altri che sono convinti che non sono considerati all’altezza se non trovano qualche problema. Diffidate dei periti che predicano le barche dure e pure perché quelle affrontano bene il mare. Ogni barca ha una sua funzione, è inutile comprere una barca in alluminio spazzolato per fare la Fiumicino Ponza.

4) Il leasing non si può fare sulla barca usata.
Il leasing agevolato non si può fare su di una barca usata a meno che questa non sia fatturabile, tutti gli altri tipi di leasing si possono fare e si fanno.

5) Le barche da charter sono distrutte.
E’ vero il contrario, le barche da charter, se appartengono a società serie, solitamente sono meglio manutenzionate delle altre per il semplice motivo che se una barca di una società di charter si ferma, la società perde molti soldi. Poi, è vero che sono più usurate, perché hanno lavorato molti più giorni, ma il prezzo ne tiene conto e in molti casi è meglio una barca con 5.000 miglia di mare in più ma manutenzionata da professionisti in modo costante che una barca con 5.000 miglia di navigazione in meno, ma abbandonata a se stessa.

6) Un motore di venti anni rifatto è come un motore nuovo.
Non è vero. Un motore rifatto, a condizione che sia rifatto totalmente, cosa che raramente accade, potrà fare molte ore lavoro senza dare problemi, ma in ogni caso non sarà mai come nuovo. L’usura incide su parti che non sono sostituibili e che a un certo punto cederanno.

7) “I motori di 30 anni fa sono meglio di quelli di oggi!” - dice chi vende un vecchio Volvo Penta 25 Hp che poi si va a comprare l’ultimo modello della Yanmar.
I motori attuali, non sono paragonabili per efficienza e resistenza a quelli del passato. Cambiano i materiali, le tecnologie, i sistemi di fusione dei metalli. Cambia tutto.

8) Le ‘crepette’ sulla carena sono solo zampe di gallina a livello del geal coat.
Affermazione molto pericolosa. Le zampe di gallina a livello di geal cot le troviamo sulle coperte di barche molto vecchie che sono state costruite quando lo spessore del geal cot si misurava ancora in millimetri invece che in micron. Le ‘crepette’ in carena, soprattutto se trasversali all’asse longitudinale e in prossimità del bulbo, sono un segnale di allarme da non sottovalutare, il bulbo, per qualche ragione si è mosso, ha fatto leva sullo scafo e creato le ‘crepette’.

9) Un natante usato è come una bicicletta, non serve alcun documento per dimostrarne la proprietà.
Per un natante che non ha motore, forse, pe un natante con motore serve il libretto d’uso del motore. Se questo è un fuoribordo, il consiglio è sempre quello di redigere una scrittura privata tra venditore e compratore che stabilisca i termini della vendita, per identificare la barca si può usare il numero di telaio stampato sulla vetroresina. In un natante, il possesso coincide con la proprietà, sin tanto che non si dimostra che questo appartiene a qualcun altro.

10) Se non faccio fare la perizia tutti i difetti che usciranno successivamente all’acquisto saranno considerati vizi occulti.
Un vizio è occulto se il proprietario ha cercato di nasconderlo o se non ha permesso che la barca fosse controllata, o se al momento della vendita pur esistendo non si era ancora manifestato. Se la barca va a secco e voi la controllate, siete voi che non avete visto il problema, o che l’avete visto e non lo avete denunciato. Se si vuole avere la possibilità di ricorrere domani ai vizi occulti, la cosa migliore è far periziare la barca e far redigere una perizia. Se il perito scrive che il giorno tot la barca non presentava fenomeno osmotici e dopo tre mesi lo scafo è pieno di bolle, voi potrete appellarvi ai vizi occulti, altrimenti si dovrà dimostrare che quelle bolle non erano presenti al momento della vendita e voi le avete viste e accettate.

09/feb/2018
Cala Sardi

RICERCA LA
NOTIZIA
Digita la parola "chiave" e fai partire la ricerca

ISCRIVITI ALLA
NEWSLETTER
Entra a far parte della community di SoloVela e iscriviti alla newsletter.




Privacy | Cookie Policy | crediti e contatti seguici su FACEBOOK | seguici su YouTube

© SDM S.r.l.s. P.IVA/CF 13381071003 |
Testata digitale registrata presso il Tribunale Civile di Roma Sezione per la stampa e l'informazione n. 117/2015 del 09/07/2015
Direttore responsabile Maurizio Anzillotti