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Velisti dispersi: la moglie di Revello chiede che ripartano le ricerche
Velisti dispersi in Atlantico
Velisti dispersi: la moglie di Revello chiede che ripartano le ricerche

Dopo 3 giorni, le ricerche di Aldo Revello e Antonio Voiena sono state interrotte. La moglie di Revello chiede che queste vengano riaperte

Atlantico – Dopo tre giorni di ricerche del Bright, l’Oceanis 473 battente bandiera italiana scomparso il 2 maggio scorso, con 6 navi e un aereo C 295 dell’Aeronautica Portoghese, l’MRCC di Punda Delgada dal quale dipendono le ricerche (il centro di coordinamento dei soccorsi competente per area e che ha base alle Azzorre), ha alzato le mani e gettato la spugna.

Dei due italiani a bordo del Bright, non ci sono tracce. Né di loro né della barca. Smentito anche il ritrovamento di parte dello scafo. Le ricerche hanno interessato 300 miglia quadrate di oceano Atlantico tra le isole Azzorre e lo stretto di Giblterra. L’MCRR ora si limiterà, ancora per qualche giorno, a lanciare degli alert alle navi in transito nella zona del naufragio con la speranza che, se c’è qualcosa da trovare, le numerose navi che navigano in quella zona, lo trovino.

Gli unici oggetti trovati durante le ricerche sono tre giubbotti salvagente che però non si possono ricondurre al Bright.

Rosa Cilano, la moglie di Aldo Revello, lo skipper del Bright, non accetta che le ricerche siano state sospese dopo solo 72 ore e si è lanciata in una battaglia mediatica per fare pressione sulla Farnesina affinché questa chieda il prolungamento delle ricerche.

“Ho parlato con Punda Delgada - ci dice Rosa Cilano, la giovane moglie di Aldo Revello al telefono – e mi hanno spiegato che per prolungare le ricerche ci vuole un’esplicita richiesta della Farnesina, richiesta che al momento non è arrivata.”

La donna sta mobilitando tutti i gruppi Facebook (https://www.facebook.com/oceanomare1) e i media per far pressione sulla Farnesina affinché si scriva un e-mail al ministero degli esteri per richiedere il proseguimento delle ricerche.

Il Bright ha lanciato un unico segnale EPIRB di richiesta di soccorso il 2 maggio alle 13:38 (l’Epirb di bordo era ad attivazione manuale). Un segnale che ha messo in moto la macchina dei soccorsi, ma è anche, con tutta probabilità, il motivo che ha decretato la chiusura delle ricerche ad appena tre giorni dal loro inizio.

L’EPIRB una volta che ha iniziato a trasmettere continua a farlo per diversi giorni e, comunque, la possibilità che faccia un unico ciclo di chiamate di soccorso, è molto ridotta.

Se a questo si aggiunge che anche il telefono satellitare presente a bordo non è visibile, e risulta non agganciato ad alcun satellite e che la barca, pur avendo a bordo un trasmettitore AIS, non appare sugli schermi, porta a pensare che molto probabilmente i soccorritori ritengano che la barca sia affondata in modo repentino senza lasciare la possibilità all’equipaggio di mettere in mare la zattera che pure era posizionata a poppa attaccata al pulpito pronta ad essere usata.

Non avendo trovato resti della barca che facciano pensare a una collisione con una nave o a un capovolgimento, esiste la possibilità che i due uomini, in qualche modo, siano riusciti a mettere in acqua la zattera, prima che la barca affondasse, senza però riuscire a portare a bordo l’EPIRB o il telefono satellitare.

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https://www.change.org/p/ministero-affari-esteri-proseguire-le-ricerche-dei-velisti-aldo-ravello-e-antonio-voinea-1963ff4a-2bc0-43ec-92bc-fcc7f2d044f3?recruiter=799978354&utm_source=share_petition&utm_medium=copylink&utm_campaign=share_petition&utm_term=petition_show
06/mag/2018

GC42LC
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