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22/07/17

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Limiti di navigazione


Tutti gli scafi atti alla navigazione da diporto, al di là delle loro dimensioni e tipologia, vengono indicati con la definizione generica di Unità da diporto.

Le Unità da diporto si dividono in tre categorie fondamentali:

-Natanti
-Imbarcazioni
-Navi


Capire a fondo le varie classificazione riguardanti le unità da diporto non è semplice. Queste dipendono da vari fattori e sono relative a diverse situazioni. La differenza più evidente è quella che esiste tra unità con marchio CE e quelle senza, ovvero quelle importate da paesi extracomunitari o quelli prodotti prima del 17 giugno del 1998 momento in cui è entrata in vigore la normativa riguardante il marchio CE.
Prima le barche avevano due sole limitazioni derivanti dalla loro omologazione, entro o oltre le dodici miglia dalla costa, dove i natanti potevano essere omologati entro le sei o entro le dodici miglia. Con l'avvento del marchio CE, la legislazione è cambiata e ora le unità da diporto con marchio, indipendentemente dal fatto che siano natanti o imbarcazioni, hanno delle limitazioni alla navigazione determinate dalla categoria di omologazione.

Categorie di omologazione

Categoria A:unità progettate per la navigazione in alto mare, cioè per viaggi di lungo corso, in cui la forza del vento può essere superiore a 8 (scala Beaufort) e l'altezza delle onde superiore a 4 metri
Categoria B:unità progettate per la navigazione al largo, cioè per crociere d'altura, in cui la forza del vento può arrivare fino a 8 e l'altezza delle onde può raggiungere i 4 metri
Categoria C:unità progettate per la navigazione in prossimità della costa, cioè per crociere in acque costiere, grandi baie, estuari, fiumi e laghi, in cui la forza del vento può raggiungere 6 e l'altezza delle onde i 2 metri
Categoria D:unità progettate per la navigazione in acque protette, cioè per crociere su piccoli laghi, fiumi e canali, in cui la forza del vento può raggiungere 4 e l'altezza delle onde i 50 cm

Come si vede queste sono categorie pensate in base alle condizioni meteo che la barca, si presume, possa affrontare in sicurezza.
Ci si chiederà come e chi debba determinare se una barca un giorno possa uscire o, se invece, debba rimanere in porto. La figura centrale in questo caso è il comandante, è a lui che è affidata la decisione. Logicamente, se questi esce in mare nonostante i bollettini meteo ufficiali annuncino situazioni meteo avverse e che lascino presumere che le condizioni del vento e del mare siano superiori a quelle per cui la barca è omologata, non avrà giustificazioni in caso di incidente o anche solo di fermo da parte della capitaneria di porto.

Con l'introduzione del marchio CE, il legislatore ha dovuto anche chiarire la posizione di tutte quelle unità da diporto che per diversi motivi non avevano la marchiatura della comunità europea. Ciò è stato fatto con il decreto del 10 maggio del 1999, dove si stabiliva che le unità non marchiate avrebbero dovuto limitare la loro navigazione secondo il seguente schema che esclude i natanti da spiaggia: sandolini, windsurf e altri.

-6 miglia (11.112 metri)
senza il mezzo collettivo di salvataggio a bordo

-12 miglia (22.224 metri)
come mezzo collettivo è richiesto almeno un apparecchio galleggiante

Sino a dodici miglia da costa può navigare quel natante o imbarcazione che era omologata senza limite o per il quale un istituto tecnico abbia rilasciato l'opportuna certificazione.