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Regolamento attuativo al Codice del diporto (21/12/2008)

Il 21 dicembre 2008 è entrato in vigore il nuovo Regolamento attuativo del Codice del diporto, un provvedimento atteso da anni che disciplina e dà una forma più concreta al decreto legislativo n. 171, approvato il 18 luglio 2005 e interamente dedicato al mondo del diporto. Tra importanti cambiamenti e passi in avanti ancora da compiere, questo nuovo documento, composto da 94 articoli e 11 allegati, affronta tre principali tematiche: le pratiche amministrative, le patenti nautiche e la sicurezza della navigazione.

Pratiche amministrative e pubblicità navale

Obiettivo del primo titolo è stato quello di chiarire e snellire numerose procedure burocratiche inerenti all’immatricolazione, il leasing e la pubblicità navale. In primo luogo, è stata definita la documentazione necessaria per ottenere il titolo di proprietà per imbarcazioni autocostruite: all’autorità competente andrà consegnata una dichiarazione che attesti lo status di costruttore non professionista e la documentazione fiscale relativa al materiale acquistato. Le unità fai-da-te, inoltre, non potranno essere messe sul mercato prima di cinque anni dalla loro realizzazione.
Novità anche per il mondo del leasing. Per annotare l’utilizzatore basterà presentare una copia del contratto di locazione finanziaria anche se in corso di registrazione (la ricevuta del pagamento della tassa di registrazione), mentre nei casi di iscrizione provvisoria nei registri l’onere della dichiarazione di responsabilità spetterà all’utilizzatore e non più al proprietario, ovvero la società di leasing.
Semplificati anche alcuni passaggi per ottenere la dismissione della bandiera nazionale. Per cancellare un’unità dai registri italiani con l’obiettivo di iscriverla in quello di un altro paese comunitario, le capitanerie di porto non dovranno più richiedere il nulla osta all’Inps (una procedura di circa trenta giorni) ma potranno servirsi di una dichiarazione sostitutiva del proprietario che attesti l’avvenuto pagamento o l’inesistenza di eventuali crediti contributivi. Più veloci ed economiche diventano anche le procedure per riscattare una barca in eredità. Una semplice dichiarazione di successione sostituisce, infatti, l’atto di accettazione da parte dell’erede, che doveva essere autenticato dal notaio.

Patenti nautiche

Capitolo importante è quello trattato dal secondo titolo, interamente dedicato all’abilitazione al comando. Novità assoluta è l'istituzione di una patente nautica di categoria C per persone disabili che consentirà loro di assumere la direzione tecnica dell’imbarcazione, purchè affiancate da un maggiorenne in grado di svolgere tutte le funzioni manuali per la salvaguardia della vita in mare.
Altra tematica rilevante è quella riguardante la localizzazione delle scuole nautiche, che non potranno più scegliere in quale capitaneria presentare le proprie domande d’esame; ogni provincia avrà, difatti, una capitaneria di riferimento. Stesso discorso per chi si presenta come privatista, anche se sono ammesse eccezioni per motivi di studio o lavoro.
Incerta, invece, è ancora la questione legata al riconoscimento della figura professionale del maestro di vela. Il regolamento recita che l’attività di insegmento deve essere svolta da esperti velisti, riconosciuti idonei dalla Federvela o dalla Lega Navale. Al momento, tuttavia, i due enti non hanno ancora attivato corsi e strutture per assegnare questa idoneità professionale e per tale motivo è attesa la pubblicazione di una sanatoria o un ulteriore regolamento esplicativo che faccia chiarezza sulla questione.
Piccole novità anche per i navigatori stranieri in acque italiane. Soltanto i cittadini dell’Unione Europea potranno usufruire della deroga, prima estesa anche agli abitanti extra-CE, di non possedere l’abilitazione al comando, qualora la legge del paese di appartenenza non la richieda.

Sicurezza della navigazione

Novità principale dell’ultimo titolo, che si occupa della sicurezza in navigazione, è l’istituzione facoltativa del codice Sar per i natanti. Gli armatori delle imbarcazioni non immatricolate potranno fornire al comando generale delle capitanerie di porto le più importanti informazioni sull’unità in cambio di un identificativo numerico, utile soprattutto agli uomini della guardia costiera per velocizzare un’eventuale operazione di soccorso.
Non ci sarà più bisogno di recarsi presso l’ufficio marittimo o la motorizzazione civile per rinnovare il certificato di sicurezza; sarà l’ente tecnico a trasmettere la documentazione necessaria alle autorità dopo aver attestato l’idoneità alla navigazione della barca. Abolito, inoltre, l’atollo galleggiante; per la navigazione entro le dodici miglia sarà necessaria la zattera autogonfiabile.
Piccoli cambiamenti anche per il mondo del charter. Le barche adibite ad attività commerciali non avranno più il certificato di sicurezza, ma uno di idoneità al noleggio rinnovabile ogni tre anni, e disporranno di una propria lista di dotazioni di sicurezza a seconda della navigazione preventivamente dichiarata (entro 6 o 12 miglia, oppure senza limiti). Non spetterà più al comandante della barca noleggiata stabilire il numero minimo di componenti dell’equipaggio: il regolamento impone dei limiti a seconda della capacità passeggeri (barche per più di 6 persone = 2 membri d’equipaggio), della lunghezza (barche superiori ai 18 metri = 2 membri d’equipaggio) e della tipologia dell’unità (navi da diporto = 3 membri d’equipaggio).
Nuove norme, infine, per chi pratica diving a scopo sportivo o ricreativo. Il sub dovrà sempre essere accompagnato da una persona abilitata al primo soccorso subacqueo.

Regolamento di attuazione dell'articolo 65 del decreto legislativo 18 luglio 2005, n. 171

Allegati del Regolamento di attuazione