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giovedì 2 aprile 2020

Come cambia il mondo della vela: i cantieri

Per comprendere come sta impattando l’epidemia sul mondo della nautica abbiamo intervistato Fabio Planamente, CEO del Cantiere del Pardo

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A un mese dal decreto “Cura Italia” che ci ha messo tutti in quarantena abbiamo iniziato una serie di interviste ai protagonisti della nautica per comprendere quale sarà l’impatto sul mondo della vela di quanto sta accadendo in questi giorni in cui la maggior parte degli italiani sono in quarantena. Oggi abbiamo parlato con Fabio Planamente, CEO del Cantiere del Pardo.

SVN – Cantiere del Pardo sta ancora lavorando?

F.P. – Al momento stiamo lavorando, e fino a domani non dovremmo avere problemi grazie al periodo di cuscinetto che ci ha lasciato l’ultimo decreto.

SVN _ Poi cosa accadrà, chiuderete?

F.P. – Non lo so, abbiamo fatto richiesta al prefetto di rimanere aperti e il prefetto ha l’autorità per decidere se possiamo continuare o meno a lavorare a condizione che lo si faccia in piena sicurezza.

SVN – E voi lo state facendo in sicurezza?

F.P. – Sin dall’inizio dell’epidemia, ancora prima del decreto “Cura Italia”, abbiamo messo tutti i nostri lavoratori in sicurezza, applicando una serie di regole come la distanza tra le persone o i turni sfalsati e dotando tutti delle attrezzature necessarie per rimanere in sicurezza.

SVN – E se il prefetto vi concederà di continuare a lavorare, non temete che i sindacati vi fermino?

F.P. – Gli operai qui si sentono tranquilli, vedono quello che stiamo facendo per garantire la sicurezza di tutti e vogliono continuare a lavorare, non credo che avremo dei problemi con i sindacati.

SVN – Prevedete delle forti perdite per quest’anno?

F.P. – Se si torna alla vita normale per questa estate, no, non dovremmo avere perdite se non minimali. Noi, fortunatamente, abbiamo venduto tutte le barche che potevamo costruire quest’anno a inizio stagione, quindi il nostro problema ora non è vendere, ma continuare a lavorare per consegnare quanto già venduto. Se, invece, la cosa si protrarrà oltre l’autunno e non ci permetterà di fare i saloni autunnali, allora le perdite saranno consistenti.

SVN – Prevedete che il prossimo anno non ci sarà una recessione a seguito dell’epidemia?

F.P. – Anche questo dipenderà molto da quanto tempo durerà l’epidemia e per quanto tempo si terranno chiuse le industrie. Credo che chi pagherà lo scotto maggiore saranno i cantieri industriali. La loro clientela soffrirà di più di questo fermo. Commercianti, artigiani, se non lavorano perdono soldi che domani gli sarà difficile recuperare e se ieri si potevano permettere un leasing da 1.000 euro al mese per comprare la barca senza grandi problemi, domani non so se potranno fare altrettanto. Poi bisognerà vedere se quanto promesso dalla politica verrà attuato. Ad oggi mi sembra che qualche problema a passare dalle parole ai fatti ci sia, spero che domani questi problemi si risolvano e l’aiuto che lo Stato darà a tutti coloro che non sono lavoratori dipendenti, sia reale a partire dalle partite IVA per arrivare alle industrie.

SVN – I vostri programmi per i nuovi modelli saranno interrotti.

F.P. – Assolutamente no, il prossimo mese arriverà lo scafo del 44 che stanno laminando in questo momento (le industrie di laminazione possono continuare a lavorare perché rientrano nelle materie plastiche), quindi il programma sarà rispettato e a Cannes potremo mostrarvi questa barca che credo sarà veramente particolare.

SVN – Con i fornitori come state facendo?

F.P – Ecco, questo è il grande punto interrogativo. Al momento abbiamo il materiale che ci serve a lavorare nei nostri magazzini e se la chiusura non sarà prorogata non dovremmo avere problemi, se, invece, la chiusura dovesse andare oltre il 6 aprile come stabilito dall’ultimo decreto, allora potremmo avere dei problemi di forniture.