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domenica 7 giugno 2020

80 navigatori chiedono aiuto

-Aiutateci a tornare a casa- questo l’allarme lanciato dai navigatori oceanici

SailItalia
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Caraibi – “Aiutateci a tornare a casa”, questo è quanto scrivono al ministero degli esteri tedesco un gruppo di famiglie tedesche che si trovano ai Caraibi sulle loro barche.

I navigatori scrivono di aver formato un gruppo WhatsApp composto da 80 navigatori appartenenti a diverse nazioni europee (inclusi alcuni italiani) che vogliono tornare a casa, ma non sanno come fare.

Diversi stati caraibici hanno chiesto alle barche di andare via, in particolare gli Stati del sud che sono quelli più sicuri nella stagione degli uragani, e altri non le hanno lasciate atterrare.

Molte barche hanno a bordo anche bambini piccoli.

Tra poco più di un mese inizia la stagione degli uragani e in molti non vogliono passarla oltre oceano, specialmente se non possono raggiungere le isole del sud. Passare la stagione degli uragani al nord significa, con tutta probabilità, perdere la barca.

I navigatori tedeschi dicono di non poter tornare in Europa perché quasi tutti i paesi europei hanno le frontiere chiuse e non saprebbero dove atterrare, ma, soprattutto, perché i loro piani per il rientro prevedevano l’arrivo ai Caraibi di equipaggi di amici o di professionisti che avrebbero dato loro una mano a portare la barca oltre oceano. Le mogli con i bambini avrebbero volato in Europa evitando così di avere, durante la dura navigazione di ritorno, i bambini a bordo, ma ora che tutti i voli sono chiusi, nessuno può raggiungerli dall’Europa.

I tedeschi, vista la situazione, hanno chiesto alla marina militare di poter creare un convoglio di barche scortate da una fregata militare, la Baden-Württemberg che si trova alle Canarie e potrebbe raggiungere i Caraibi in una settimana. La marina ha risposto che la cosa non è fattibile, ci sono problemi con i rifornimenti della nave.

In molti si sentono in trappola.