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giovedì 4 giugno 2020

Alex Carozzo combatte il Coronavirus

Alex Carozzo
Carozzo su Zentime, una scialuppa di salvataggio di sei metri di una nave in disarmo da lui armata con materiale di scarto con cui andò, con il solo ausilio di un sestante e un fornello per cucina, da Las Palmas alle Canarie sino alla costa americana.
Alex Carrozzo sul suo Gancia Americano con cui  fece la prima edizione della Golden Globe Race

Uno dei più grandi navigatori italiani sta uscendo dall’incubo Coronavirus

SailItalia
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Desenzano – Alex Carozzo, classe 1932, il primo italiano ad aver traversato un oceano da solo, ha contratto il virus. Dopo una vita passata in mare solcando tutti gli oceani con le barche più improbabili e vivendo mille avventure, Alex ora si trova a dover affrontare una sfida difficile, forse una delle più pericolose, quella con il Coronavirus.

Alex iniziò la sua carriera di navigatore nel 1965, quando, marinaio su di una nave mercantile, sul ponte di questa, nel suo tempo libero e con il permesso del comandante, si costruì una piccola barca di 8 metri. Arrivato a Tokyo, in Giappone, sbarcò e con lui la sua barca.

Da lì parti e navigò per 5.500 miglia attraverso il Pacifico fino a raggiungere San Francisco negli Stati Uniti. Era la prima volta che un italiano aveva l’ardire di sfidare un oceano in solitaria a bordo di una barca a vela. Quella traversata divenne una leggenda e fu la base di ogni altra traversata compiuta da qualsiasi solitario con il tricolore a poppa.

Negli anni successivi Alex ha continuato a navigare in oceano spostandosi da una parte all’altra dei continenti con trimarani e catamarani.

Nel 1968 con Gangia Americano, una barca di venti metri costruita con quello che rimaneva di un catamarano semiaffondato da una balena con cui aveva fatto la Ostar, partecipò alla prima Golden Globe che fu vinta da Sir William Robert Patrick Knox-Johnston e alla quale partecipò anche il francese Bernard Moitessier. Il navigatore in quell’occasione fu costretto a far vela verso il Portogallo dove sarà operato di urgenza per un ulcera.

Carozzo ha sempre navigato arrangiandosi, la maggior parte delle sue barche se le è costruite da solo, a volte con materiali di riciclo, a volte potendosi permettere il lusso di comprare cose nuove con i soldi di qualche sponsor, ma è sempre stato un marinaio come si usava una volta agli albori delle grande avventure in solitario.