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martedì 20 ottobre 2020

LA RECENSIONE DEL LIBRO

04/04/06

Un paesaggio marino, isolano, nordico, spazzato dagli elementi e spruzzato dal salino tempestoso. Si raccontano le storie dell’isola immaginaria di Makkaur, nell’estremo Nord dell’Europa, e dei suoi duemila abitanti. C’è il protagonista Armand, il figlio di Claus, medico dell’isola che vagheggia la costruzione di un tunnel sottomarino che colleghi quella landa isolata col resto del mondo.

“Pochi avevano sentito parlare di Makkaur, nonostante nei suoi giorni migliori contasse più di duemila anime e nonostante si levasse come un ultimo scoglio contro il possente Oceano Artico e il grande ignoto da cui così tanti non erano tornati. Col suo piatto territorio roccioso e il vento e il mare che la flagellavano da ogni lato, non era esattamente un luogo ospitale. La vegetazione era quasi nulla, l’unico albero dell’isola - che si trovava in un enorme vaso d’argilla - ogni autunno veniva solennemente impacchettato da un drappello di soldati e, durante una bizzarra cerimonia in cui l’ufficiale di turno faceva svariati saluti e batteva i tacchi, l’albero veniva fatto sfilare fin dentro la polveriera quasi fosse uno statista defunto”.