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martedì 29 settembre 2020

LA RECENSIONE DEL LIBRO

09/02/06

Nel novembre del 1981 lo yacht tedesco Apollonia intraprende la traversata atlantica dalle Canarie ai Cairibi. La barca ospita un equipaggio eterogeneo: Manfred Schön, accompagnato dalla fidanzata, è il proprietario dell’imbarcazione; poco esperto di navigazione, ha deciso di lasciare il suo lavoro e di aprire un’attività di charter a Barbados. Jörg Röttich s’imbarca sull’Apollonia assieme alla la sua compagna Andrea, come navigatore , per realizzare il sogno di diventare uno skipper. Oliver e Charlie sono una coppia di amici, anch’essi tedeschi, che hanno deciso di raggiungere la meta delle loro vacanze, i Caraibi, come ospiti charter di Schön.

Quello che è successo durante la navigazione dell’Apollonia è una vicenda di cronaca nera realmente accaduta: un equipaggio di sei individui, tre coppie, che non si conoscevano prima della partenza, si ritrovano a stare a stretto contatto per venti giorni, sulla stessa barca, senza vie di fuga. Un’impostazione sbagliata dei rapporti e il viaggio si traduce in tragedia. Attraverso le pagine di Klaus Hympendahl - che ha conosciuto i protagonisti di questa follia poco prima che salpassero dal Marina di Gran Canaria - viviamo inermi il susseguirsi di episodi a prima vista banali, ma che a lungo andare creano una realtà distorta e perversa,fino a sfociare in due omicidi.

Una storia che fa e deve far riflettere.

l'editore