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giovedì 24 settembre 2020

Dick-Peyron, emozioni da campioni

I velisti si raccontano dopo la splendida vittoria nel giro del mondo in doppio. Storie, aneddoti e progetti per due skipper che hanno appena compiuto una vera e propria impresa

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Barcellona – A poche ore dal vittorioso arrivo con Virbac-Paprec 3 nella Barcelona World Race, Jean Pierre Dick e Loick Peyron si sono sottoposti con piacere alle domande dei giornalisti nella consueta conferenza stampa post-evento. Raccontando le emozioni di tre mesi in mare e di una cavalcata trionfale che li ha riportati a Barcellona dopo aver completato prima di tutti il periplo del pianeta. “Abbiamo vinto la regata – ha raccontato Dick – in diversi momenti. Sicuramente il passaggio dell'anticiclone di Sant'Elena (durante la discesa dell'Atlantico, ndr) è stato un momento chiave. Ma dovevamo fermarci a Recife ed è stata abbastanza ovvia la scelta di tenerci a ovest per evitarlo e cercare arie migliori. Semmai è stato fondamentale riparare il carrello della randa in tempi brevissimi, e questa non è stata una cosa scontata”.
Non sembrano stanchi i due velisti, nonostante la grande fatica. “Penso – continua Dick – che il nostro livello di stanchezza lo misureremo nei prossimi giorni, perchè finora il nostro obiettivo è stato vincere e questo ci ha fornito il carubrante per andare avanti. Abbiamo gestito il sonno in maniera ottima. Loick è un grande personaggio e abbiamo trovato un buon equilibrio che ci ha permesso di tenerci sempre in forma”. Il velista transalpino compara inoltre questa regata a quella vinta nel 2008. “E' stata un'edizione – ha detto – più grande ad ogni livello. A partire da quello sportivo, con quattordici barche e tanti team spagnoli che si sono mostrati molto competitivi”.
Peyron racconta poi di qualche dissidio avuto durante il viaggio. “Beh – ha detto – ci può stare. Anche se non sono stati tanti. A volte ci siamo strillati addosso, ma poi abbiamo realizzato di aver fatto qualcosa di sbagliato. A volte abbiamo commesso qualche errore in contemporanea, e ci abbiamo addirittura riso sopra. Siamo due velisti molto complementari, ma inevitabilmente quando stai con una persona per tre mesi in uno spazio così ridotto può nascere un po' di tensione e possono emergere i lati negativi del carattere di ognuno. C'era comunque un obiettivo comune e questo ci ha spinto nel gestire al meglio questa situazione”.
L'ultimo pensiero è per i programmi futuri. “La mia vita è cambiata – ha raccontato Dick – quando nel 2002 ho partecipato al Vendèe Globe. Voglio vincerlo. Ho una buona barca, ora la conosco meglio e proverò a fare la regata della vita nella prossima edizione del giro del mondo per solitari. Questo occuperà la mia mente nei prossimi anni”. Di diverso avviso, invece, Peyron. “Non ho ancora detto – ha concluso – che voglio fare un altro giro del mondo. Nel caso, potrei farlo con la famiglia. Per i miei figli sarebbe un'emozione fantastica”.