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martedì 20 ottobre 2020

Charter: si chiude una stagione da record

Con il week end di fine settembre si possono cominciare a trarre i bilanci di stagione ed è boom

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Roma - Gli operatori del charter sono unanimi, questa appena passata è stata una stagione da record, la maggior parte delle flotte, soprattutto quelle grandi, hanno registrato il tutto esaurito per quasi tutto il mese di agosto e una percentuale di occupazione superiore al 75% negli ultimi week end di luglio e primi week end di settembre, diverse società, in questo periodo hanno raggiunto il 90% dell’occupazione delle proprie barche.

Un boom del charter annunciato da due eventi concomitanti, da una parte la ripresa economica che già lo scorso anno ha fatto sentire i suoi effetti sulle prenotazioni delle società di charter e i fatti che hanno investito la Turchia.

Le migliaia di charteristi che ogni anno frequentavano la Turchia, specialmente inglesi e tedeschi, quest’anno hanno preferito stare lontani dai quei luoghi e si sono riversati in Croazia e Italia.

La Croazia a sorpresa si è rivelata la meno adatta a sopportare un carico così elevato di barche e molti utenti si sono lamentati con Solovelanet del traffico d’imbarcazioni e del peggioramento dei servizi insieme all’aumento dei prezzi che hanno investito le coste croate.

In effetti nel canale sul quale si affacciano le maggiori basi charter davanti alle isole Kornati, sembrava di stare su di un’autostrada tante erano le barche che risalivano e scendevano il canale.

In Italia il disagio si è avvertito di meno perché l’aumento del numero di barche circolanti si è distribuito su un maggior numero di chilometri di costa.

La situazione si dovrebbe ripetere per qualche anno, almeno sin tanto che la situazione politica in Turchia non si sia stabilizzata e ciò significa che chi vuole noleggiare una barca per l’estate dovrà tornare a farlo con largo anticipo se non vuole rischiare di doversi accontentare del poco rimasto disponibile.