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mercoledì 30 settembre 2020

Il Charter al tempo del Coronavirus

Noleggiare una barca è una delle poche vacanze sicure che si possono fare

FeB
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Web – Alberghi, città d’arte, villaggi turistici e crociere sono tipi di vacanze che, probabilmente, è meglio evitare, ma allora dove andare se non si vuole passare l’estate a casa?

Se il problema generato dall’epidemia di Coronavirus è evitare il più possibile il contatto ravvicinato con altre persone, la vacanza in barca è sicuramente la migliore che si possa fare. La barca è un microcosmo isolato dove volendo i contatti con gli altri possono essere ridotti al minimo, l’isolamento che si riesce ad avere in barca non è paragonabile con nessun altro tipo di vacanza.

Gli armatori questo lo hanno capito benissimo e, infatti, non sembrano esserci disdette delle prenotazioni di posti barca la prossima estate in posti come la Sardegna o l’Arcipelago toscano.

Diverso è il discorso del charter perché qui le persone sono preoccupate dal fatto che sulla barca prima di loro ci possono essere state persone e una di queste poteva essere un portatore di Coranavirus.

Per parlare di Coronavirus e barche Solovelanet ha fatto una piccola inchiesta e redatto una serie di piccoli articoli di cui questo è il primo.

In questo primo articolo vogliamo toccare il problema principale. La sicurezza sanitaria della barca.
Oggi è fondamentale ridurre al minimo i contatti ravvicinati tra persone, ma non per questo bisogna farsi prendere dal panico e rinunciare a vivere. Siamo sicuri che si può vivere anche al tempo del Coronavirus facendo le scelte giuste. Se parliamo di vacanze, sicuramente non andremo in un villaggio turistico o non parteciperemo a una crociera su di una mega nave.

Quello che invece potremmo sicuramente fare è la vacanza in barca. La vacanza in barca è, oggettivamente, la vacanza più sicura che si possa fare. Un ambiente ristretto all’interno del quale non può entrare nessuno che non sia tra le persone con le quali noi abbiamo scelto di condividere la vacanza. Il livello di isolamento che possiamo raggiungere su di una barca è molto elevato. Nel momento in cui decidiamo di non andare a mangiare in un ristorante, ma di farlo in barca, le nostre possibilità di avere contatti non desiderati e non sicuri, è molto limitato. Probabilmente non esiste un tipo di vacanza più sicura della crociera in barca in questo momento.

I proprietari di barche questo lo sanno bene e infatti non si sente da nessuna parte di armatori che intendono rinunciare ai loro weekend o alle vacanze estive con le loro barche. Al contrario si sente di armatori che tendono ad allungare il più possibile i loro weekend in barca o progettano di rinunciare a un viaggio e spendere più tempo in barca dove si sentono più protetti.

Chi, invece, ha qualche timore in più è chi deve noleggiare una barca. In particolare si teme che chi ha utilizzato la barca prima di noi fosse un portatore del virus e quindi la barca non sia sicura.

Se si conoscesse come lavorano le società di charter italiane, dove la pulizia è ritenuta una componente essenziale del servizio, non si dovrebbero avere molti timori. Le società di charter della penisola, specialmente quelle ben conosciute e con flotte proprie e ben tenute, Coronavirus o no, igienizzano sempre le barche, comprese le lenzuola e gli asciugamani. Chi guarda i video di Solovelanet, quelli che giriamo a Cala dei Sardi e per i quali spesso utilizziamo barche da charter della società proprietaria del marina, ha visto che nei bagni ci sono sempre le fascette con sopra scritto NSS (Il nome della società) che sigillano i water, quelle fascette indicano che il water è stato igienizzato e come il water anche i mobili e i letti.

In una piccola inchiesta, tutta dedicata al Coronavirus, abbiamo parlato con molti operatori, da Stefano Pizzi della Spartivento a Dario Zana di Parellelo 43, da Antonio Barabino di Cruising Charter a Simone Morelli della NSS, tutti ci hanno spiegato le procedure di igienizzazione delle loro barche. Procedure che sono superiori alle procedure applicate da società di altri stati che si affacciano nel Mediterraneo alle loro imbarcazioni.

Stefano Pizzi ci descrive il sistema di pulizia delle barche dove ogni cosa viene singolarmente igienizzata passandola con detergenti igienizzanti. Dario Zana, un altro armatore di società di charter, la sua è la 43° Parallelo, fissato con la pulizia e l’igiene, mette l’accento sull’igienizzazione di tutte le lenzuola e degli asciugamani che considera un punto focale dell’igiene della barca.
Anche gli altri non sono da meno, c’è chi, addirittura sta pensando di eliminare le posate di acciaio per sostituirle, per il periodo del Coranavirus, con scorte di posate di carta biodegradabili.