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martedì 20 ottobre 2020

Condannato il magnate croato Horvatincic per la morte di due velisti italiani

Horvatincic aveva nel 2011 aveva ucciso due velisti italiani con il suo motoscafo

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Sebenico, Croazia – E’ stato condannato dal tribunale di Sebenico a 1 anno e 8 mesi di reclusione con la condizionale il magnate croato sessantaquattrenne, Tomislav Horvatincic per l’omicidio colposo di Francesco Salpietro, 63 anni e Marinelda Patella, 61, due velisti italiani che nel 2011 stavano facendo una crociera con la loro barca Santa Pazienza in Croazia e rimasero vittima della collisione tra il grande motoscafo del milionario croato e la loro barca.

A una condanna così mite si è arrivati dopo che il testimone chiave del processo, il tedesco Klaus Fuchs che era stato il primo a intervenire e portare i soccorsi, ha fatto una clamorosa marcia indietro su quanto riferito al giudice il giorno dell’incidente e durante il processo ha dato una versione diametralmente opposta.

Il 15 agosto del 2011, mentre i due velisti padovani Francesco Salpietro e Marinelda Partella navigavano con la loro barca a vela a circa 4,5 nodi davanti a Capocesto in Dalmazia, un Itama 52, un grande scafo a motore del peso di oltre 10 tonnellate, giunto a tutta velocita entrò in collisione con il Santa Pazienza, la barca dei due padovani, passandogli letteralmente sopra e determinando la morte delle due persone.

Fermato il motoscafo, fortemente danneggiato dall’incidente, il conducente, il milionario croato Tomislav Horvatincic, invece di preoccuparsi delle persone in acqua si affrettava a recuperare i suoi averi che erano caduti in acqua senza degnare di uno sguardo i due corpi che giacevano in mare, questo, almeno stando alla prima testimonianza della prima persona intervenuta sul luogo dell’incidente, il tedesco Klaus Fuchs.

Horvatincic rischiava dai 3 ai 10 anni di carcere, ma grazie al retromarcia di Klaus Fuchs, che in sede processuale ha dichiarato:"Tomislav Horvatincic tremava ed era in stato di shock, ma ha avuto comunque la forza di chiedermi se poteva salire a bordo del mio gommone per tentare di soccorrere i due italiani. Purtroppo per loro non c’era più nulla da fare e visto che il motoscafo di Horvatincic stava per colare a picco, così abbiamo deciso di incagliarlo nel vicino isolotto di Barilac, evitando guai peggiori».

Il sospetto che ci sia stato un intervento illecito per condizionare la testimonianza del tedesco è venuto anche al PM che ha rivolto al testimone la domanda:"Tenuto conto della sostanziale modifica alla prima testimonianza, l’ha chiamato o contattato qualcuno dalla Croazia?".