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martedì 27 ottobre 2020

Clandestini in barca a vela

L'imbarcazione a vela di quindici metri imbarcava quarantadue clandestini, tra Afgani, Curdi e Pakistani, c'erano donne e bambini in fuga

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Otranto - La linea di galleggiamento era troppo bassa e la cosa non ha convinto una motovedetta della Guardia di Finanza che ha deciso di abbordare la barca a vela di 15 metri che stava attraversando il golfo di Taranto. I finanzieri avevano visto giusto e, saliti a bordo, hanno trovato, all’interno dell’imbarcazione, 42 persone per la maggior parte Afgani, altri erano Curdi o Pakistani, tra i quali donne e bambini. Intere famiglie che fuggivano via Turchia da una situazione di guerra che ormai dura da più di vent’anni. I profughi che potranno, vista la loro provenienza, vedersi riconosciuto lo status di rifugiati politici, sono stati portati a Otranto. Questo è la quarta intercettazione, in pochi giorni, di clandestini che cercano di arrivare in Italia con barche a vela. Le imbarcazioni da diporto sono state scelte perché facili da confondere con il traffico sostenuto di imbarcazioni che c’è in questi giorni nel golfo di Taranto. I due skipper che conducevano la barca sono stati arrestati, mentre i profughi sono stati accompagnati, dopo essere stati rifocillati al centro di accoglienza di Otranto, riaperto per l’occasione, Tonino Bello.