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giovedì 29 ottobre 2020

Partito Coville, sulle orme di Joyon

Il velista francese dopo tre giorni sta doppiando le canarie con qualche miglio di vantaggio sul primato. Si tratta del terzo tentativo di stabilire il nuovo primato

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Oceano Atlantico – Dopo Banque Populaire (record sul giro del mondo in equipaggio) è il turno di Sodeb'o. Il maxi trimarano di Thomas Coville è salpato sabato mattina dalla costa atlantica francese con l'obiettivo di stabilire il nuovo primato sulla circumnavigazione del globo in solitario. Da migliorare è quindi il tempo di Francis Joyon su Idec due anni fa, quando completò la propria avventura in 57 giorni, 13 ore e 34 minuti.
Coville è partito bene, scegliendo una buona finestra meteo che in tre giorni lo ha portato a ridosso delle Canarie con una cinquantina di miglia di vantaggio sul record. Inoltre, lo skipper francese ha già agganciato gli alisei che gli dovrebbero permettere di raggiungere l'Equatore nel tempo ipotizzato prima di partire, ovvero sette giorni. Per Coville questo non è il primo tentativo di stabilire il record sul giro del mondo in solitario. Già due anni fa lo skipper aveva tentato l'impresa, salvo poi dovervi rinunciare a causa di una rottura a prua sullo scafo di dritta. L'anno seguente, invece, Sodeb'o riuscì a portare a termine la circumnavigazione, con un tempo tuttavia superiore di due giorni rispetto a Joyon. Negli ultimi mesi, invece, Coville ha fatto parte dell'equipaggio di Groupama che ha conquistato il Trofeo Jules Verne ed è arrivato terzo nell'ultima Route du Rhum.
"Abbiamo progettato e costruito Sodeb'o tre anni e mezzo fa – ha raccontato il velista francese prima di partire – e tutto il team ha raggiunto ua grande maturità nella conoscenza di questa barca. Partire è una liberazione, dopo aver lavorato così tanto. Il fatto di aver provato più volte a fare questa impresa senza mai concluderla felicemente non mi ha depresso. Anzi, mi ritengo fortunato di avere la possibilità di provarci ancora”. Coville ha inoltre raccontato gli ultimi momenti precedenti la partenza. “E' un costante impegno – ha detto – a ricostruire nella propria mente tutte quelle procedure da applicare in ogni condizione di mare o di vento. Ed è fondamentale il lavoro psicologico di tirarsi fuori dalla realtà della vita di tutti i giorni. Sono un padre, un amico, ho una vita sociale e sentimentale. Ma ora devo entrare in un altro mondo. E per 57 giorni dovrò essere concentrato solo sulla mia impresa”.