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sabato 24 ottobre 2020

Coville oltre l'equatore, ma in ritardo

Il velista francese accusa un ritardo rispetto al primato di circa cento miglia che, tradotto in termini temporali, equivale a poco più di sette ore di navigazione

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Oceano Atlantico - Salpato martedì 11 novembre da Brest per battere il record della circumnavigazione del globo in solitario, stabilito da Francis Joyon l'anno scorso, Thomas Coville insieme al suo trimarano Sodeb'o ha superato ieri alle 15:22 GMT l'equatore, dopo 7 giorni e 28 minuti di navigazione a una velocità media di circa 16,3 nodi.

Tutto quanto più o meno secondo le previsioni. Il velista francese accusa un ritardo rispetto al primato di circa cento miglia che, tradotto in termini temporali, equivale a poco più di sette ore di navigazione. Principale causa del distacco è stato un aliseo meno stabile delle previsioni, che ha di fatto anticipato la fascia delle calme equatoriali.

Nei pressi di Capo Verde, infatti, Coville è stato costretto a combattere contro alcune depressioni che hanno fatto ruotare i venti di oltre novanta gradi e oscillare la loro intensità dai cinque ai trenta nodi. Un vero e proprio rebus, a cui si sono aggiunte piogge e grandinate che hanno reso la vita a bordo di Coville tutt'altro che facile.

Ora Sodeb'o naviga al largo della costa brasiliana grazie a un aliseo stabile di circa quindici nodi: una condizione che potrebbe permettergli di guadagnare terreno sul riferimento temporale di Joyon. Il maxi trimarano dello skipper transalpino ha, infatti, dimostrato tutte le proprie potenzialità.

Oltre a essere il detentore del record delle ventiquattro ore in solitario (619 miglia), stabilito l'anno scorso durante il tentativo di circumnavigazione del globo, pochi giorni fa, mentre si trovava al largo delle Canarie, è riuscito a viaggiare per un'intera giornata con una media superiore ai ventitre nodi. Il primato di Joyon, inoltre, è frutto di una straordinaria partenza, ma anche di un leggero rallentamento nella parte finale dell'impresa per alcuni problemi al sartiame. La partita, quindi, è più che mai aperta.