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venerdì 3 luglio 2020

I prezzi del charter salgono, la protesta del lettore

I prezzi del charter salgono di un buon 10% e molti si arrabbiano, ma la colpa non è delle agenzie

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WEB – “Scrivo per farvi presente che a febbraio avevo chiesto un preventivo alla società di charter A (abbiamo ritenuto di non pubblicare il nome della società perché questa è del tutto estranea alle motivazione del risentimento del lettore) e ieri sono andato a prenotare la barca di cui mi avevano fatto il preventivo e ho trovato il prezzo maggiorato dell’11%.

I signori della società di charter mi hanno accampato la scusa di un aumento IVA, ma tutti sappiamo che non c’è stato alcun aumento IVA in questi mesi, anzi si parla di ridurre questa tassa diretta sui beni di consumo.”

Questo quanto ci scrive Filippo C. arrabbiato per l’aumento delle tariffe del charter. Aumento determinato effettivamente da una norma europea reinterpretata da un commissario francese, di quelli che ragionano poco e si attengono come robot alle loro regole, come qualche politico fa da noi generando degli obbrobri legislativi.

Sulla base della nuova interpretazione, l’IVA sulle barche da charter passa dall’11% al 22% generando l’aumento denunciato dal lettore.

Alcuni paesi, come la Francia, dove il settore charter è molto sviluppato, hanno risposto alla comunità europea che al momento, viste le difficoltà determinate dalla Pandemia, non è possibile uniformarsi alla direttiva europea e se ne parlerà più avanti. Nella stessa maniera hanno agito altri paesi come Croazia e Grecia, mentre il nostro governo questo passaggio lo ha saltato e, alla fine, nonostante le tante preghiere da parte degli operatori del noleggio, ha lasciato che la norma entrasse in vigore.

Ora, poi, dopo che il danno è fatto, vari esponenti del governo hanno cominciato a dire che sì, in effetti qualche cosa bisogna fare, ma al momento nessuno ha fatto nulla.

Questa distrazione costerà molti posti di lavoro e farà rinunciare al nostro paese a molti turisti provenienti dal nord Europa che oggi rappresentano oltre l’80% dei clienti delle società di charter.

Dario Zana, titolare di una delle società di charter toscane più conosciute del settore, ci spiega:“E’ difficile continuare ad andare avanti quando in Croazia l’utente paga meno i porti, paga meno i ristoranti e paga molto meno le barche e ora con questa storia dell’IVA le pagherà ancora di meno. Per quale motivo un tedesco dovrebbe scegliere l’Italia per noleggiare una barca se qui gli costa il 15% o il 20% in più?”.

Zana è molto pessimista su come andranno le cose.

“Non credo che la faccenda si risolverà – continua Zana. - Alla fine i nostri politici avranno da fare altre cose e una cosa come questa sarà giudicata di minore importanza. L’IVA sarà lasciata così uccidendo letteralmente il settore che non ha armi per competere con la concorrenza estera. Alcuni mi dicono che i turisti verranno sempre perché l’Italia è un paese bellissimo. E’ vero l’Italia è un paese bellissimo, ma voi pensate che la Croazia o la Grecia siano brutte? Se lo credete sbagliate, sono dei posti molto belli, ben organizzati dal punto di vista charter e già ora, senza il problema dell’IVA, attirano molti più turisti che noi. Basti pensare che in Italia ci sono 900 barche da charter e in Croazia ce ne sono 4.000.”

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